(Alberto Sigona) – Estasi totale: dopo le ragazze di Julio Velasco salgono sul tetto del Globo anche gli uomini di Ferdinando De Giorgi! Con questo doppio storico trionfo raggiunge l’apogeo un ciclo aureo inaugurato ai tempi dell’estinzione dell’URSS.
ITALIA CULLA DELLA PALLAVOLO
La nostra epopea iniziò con la Generazione dei Fenomeni degli Anni Novanta. In 35 anni il nostro movimento pallavolistico avrebbe avuto una crescita esponenziale. Ed ormai possiamo ritenerci i veri maestri del Volley… Ma le ragioni della nostra superiorità sono perlopiù ignote…
La Pallavolo da diversi decenni a questa parte è assurta ad uno degli sport più popolari del nostro Paese. Diffusa sia a livello amatoriale, sia a livello scolastico, sia a livello agonistico, la “danza sopra la rete” può vantare un ragguardevole seguito di appassionati in quasi ogni fascia d’età, da quella più tenera a quella matura. Oltre ad essere molto praticato, il Volley risulta ovviamente anche tra le discipline più apprezzate in tv, anche perché è in assoluto uno degli sport più facilmente fruibili in chiaro, per via dei costi tutt’altro che esorbitanti dei relativi media rights. Il raggiungimento di un gran numero di telespettatori a sua volta ha contribuito alla propagazione dello sport in questione nell’intera penisola. Ma a favorirne ulteriormente l’affermazione a livello di massa hanno altresì contribuito nel tempo diversi fattori, principalmente di natura pratica, tra i quali spicca quello inerente al basso rischio d’infortuni. La Pallavolo, infatti, contrariamente a quasi tutti gli altri sport di squadra, non prevede da regolamento il minimo contatto fisico con gli avversari, che in altre discipline, come ad esempio il Calcio, costituisce la principale causa di traumi fisici. Inoltre il Volley, a differenza di tanti altri sport (vedi Atletica, leggera e pesante), non tende a stressare la muscolatura, e lo stesso fisico nel suo complesso non viene sottoposto a sollecitazioni esagerate. È senz’altro una pratica sportiva impegnativa, ma in generale non richiede sforzi eccessivi, ragion per cui essa si rende adatta anche a persone non molto dotate atleticamente. È insomma uno sport non troppo esigente, semplice nella sua accezione più ampia, e nel contempo “sicuro”. Tuttavia ciò non basta a spiegare perché oggi la Pallavolo è da noi così ben radicata. In fondo le ragioni succitate dovrebbero essere valide un po’ in tutto il Mondo (perlomeno nei Paesi più avanzati), e non solo in Italia. E allora perché lo Stivale è fra le Nazioni in cui la Pallavolo si è diffusa maggiormente tra la gente? E soprattutto, perché da noi vincere nei grandi eventi è molto meno difficile che in tanti altri Paesi? Chissà se troveremo mai una risposta esauriente ai nostri interrogativi… Ad oggi possiamo limitarci a constatare che da quando esiste lo sport agonistico, ci sono sempre state delle Nazioni maggiormente predisposte verso determinate discipline, e le ragioni in genere si perdono tra i labirinti dell’imperscrutabile, sfuggendo a qualunque logica ed a qualsiasi argomentazione. Nel Basket, ad esempio, gli Stati Uniti hanno occupato la sommità internazionale sin dalla codificazione delle prime regole, e in Nazioni “insospettabili” come Filippine, Lituania, Serbia o Portorico è quasi un credo religioso, un qualcosa d’intrinseco alla popolazione. Nella Pallanuoto vi sono Stati come Ungheria, Serbia, Croazia, Spagna e la stessa Italia che ne sembrano i padri biologici, mentre il Tiro con l’arco in Corea del Sud sembra una sorta di discriminante di vita. E vogliamo parlare dello Judo, che in Giappone è sostanzialmente considerato un culto dell’anima? O dei Tuffi, che in Cina sono oggetto di una specie di fede laica?
Dissertazioni ontologiche a parte, una cosa è certa: l’Italia oltre ad essere un Paese di Santi, Poeti e Navigatori, nel giro di qualche decennio è diventata anche la Patria della Pallavolo. Ad attestarlo non vi è solamente il gran numero di praticanti distribuito nell’intera Penisola, ma anche o soprattutto il gran numero di successi internazionali, tanto a livello di club (basti citare le 21 Coppe dei Campioni maschili e le 19 femminili), quanto a livello di Nazionali (7 Mondiali fra uomini e donne). Il boom si registrò negli Anni Novanta, dopo il trittico di successi ridati della Generazione dei Fenomeni (gli azzurri furono fra i primi ad usufruire della caduta della super potenza dell’URSS…), che tra il 1990 ed il ’98 soggiogarono la concorrenza. Lì iniziò ad essere edificata la nostra storia. Era l’Italia magica di Lorenzo Bernardi, Andrea Giani, Samuele Papi, Andrea Zorzi, Fefè De Giorgi (sì, proprio lui, ma in veste di giocatore), Andrea Gardini e compagnia. Il salto di qualità dell’intero movimento fu sensazionale. Da lì la sua crescita non si sarebbe più arrestata (se si eccettua qualche annata letargica), espandendosi anche nel settore donne, grazie ad atlete del calibro di Elisa Togut, Francesca Piccinini, Tai Aguero o Paola Cardullo, sino a raggiungere l’apogeo degli ultimi anni, in cui sarebbero arrivati in rapida successione Titoli continentali (i più recenti nel 2021, quando centrammo l’accoppiata inedita maschi-femmine), Ori iridati (nel 2022 arrivò il quarto iride per gli uomini) e persino il primo Titolo Olimpico (Parigi 2024, grazie alle donne). In questo 2025 la nostra ascesa, trascinati da autentici maghi della panchina come Julio Velasco e De Giorgi, e da fuoriclasse tipo Paola Egonu, Ekaterina Antropova, Myriam Sylla, Yuri Romanò, Alessandro Michieletto e Simone Giannelli, ha toccato il non plus ultra, portando a casa il Campionato del Mondo sia in ambito femminile (secondo della storia) che maschile (il quinto nell’albo d’oro), per una doppietta leggendaria che ci permette di ergerci tra i colossi della Pallavolo e di laurearci i veri maestri del Volley internazionale. E dei perché e dei per come in fondo che importa? Ci basta sapere che siamo in cima al Pianeta. Che siamo i più grandi della Terra. E il resto non conta…
Tabellino FINALE: ITALIA-BULGARIA 3-1 (25-21, 25-17, 17-25, 25-10)
ITALIA: Anzani 9, Giannelli 4, Michieletto 11, Russo 4, Romanò 22, Bottolo 19, Balaso (L). Sani, Porro, Sbertoli. N.e: Rychlicki, Gargiulo, Galassi, Pace (L). All. De Giorgi.
BULGARIA: Petkov 4, Asparuhov 5, A. Nikolov 23, Grozdanov 4, S. Nikolov, Atanasov 11, Kolev (L). Tatarov, Antov 4, Dobrev (L), Petkov P. N.e: Nachev, Zhelev, Palev. All. Blengin

