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Gravina pubblica la relazione sul calcio italiano: “Serve un rilancio immediato”

Roma, 8 aprile 2026 – In un momento critico per il calcio italiano, il presidente dimissionario della FIGC, Gabriele Gravina, ha deciso di rendere pubblica la sua relazione sullo stato del movimento calcistico nazionale, originariamente destinata a un’audizione parlamentare annullata.

Il documento, diffuso oggi, analizza le cause della crisi e propone linee guida per un rilancio strutturale del calcio italiano. Gravina sottolinea come il fallimento della qualificazione ai Mondiali 2026 non sia soltanto il risultato di una stagione negativa, ma di problemi più profondi legati a governance, gestione e valorizzazione dei giovani talenti.

“Il calcio italiano necessita di una riflessione seria e di interventi concreti, non solo di cambi di nomi e poltrone. Serve un piano di riforme strutturali per riportare competitività e credibilità al nostro movimento”, si legge nella relazione.

I punti principali della relazione

  • Governance e gestione federale: Gravina evidenzia la necessità di maggiore trasparenza e coordinamento tra FIGC, Leghe e istituzioni sportive.
  • Sviluppo dei giovani e infrastrutture: La crescita dei talenti passa da un sistema di formazione più efficiente e sostenibile.
  • Sostenibilità economica: Il presidente dimissionario insiste sulla necessità di un modello finanziario stabile, capace di ridurre i rischi delle società sportive.
  • Ruolo dello sport dilettantistico: Gravina sottolinea l’importanza di integrare meglio il calcio dilettantistico nella filiera professionistica.

Reazioni e prospettive

La pubblicazione della relazione arriva in un periodo di transizione per la FIGC: le elezioni per il nuovo presidente sono fissate per il 22 giugno 2026. La mossa di Gravina ha già suscitato dibattiti tra commentatori sportivi e istituzioni, con opinioni contrastanti sulla concretezza delle proposte avanzate.

Alcuni osservatori vedono nella relazione un contributo utile alla riflessione, mentre altri ritengono che servano misure più decise e immediate per invertire la rotta di un calcio nazionale in difficoltà.

Gravina chiude così il suo capitolo alla guida della FIGC, lasciando sul tavolo una visione chiara ma impegnativa per il futuro del calcio italiano.

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