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Olimopiadi; Abodi, ” chi vede interesse personale tradisce il bene comune”

L’eredità dei giochi e il futuro del calcio: “non mi arrendo davanti a chi rema contro, lo sport è reputazione della Nazione”

Milano, 11 maggio 2026 – “Le sfide quotidiane della nostra Nazione si devono misurare anche con le realtà antagoniste, quelle che comunque remano contro e non hanno dato il giusto valore alla proiezione internazionale della Nazione, e devo dire anche quelle realtà istituzionali che, facendo il loro compito e per questo le ringrazio, mettono in discussione il senso del nostro lavoro, che è esclusivamente il bene comune, migliorare il valore reputazionale della nazione”. Lo ha detto il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenendo in collegamento alla XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” in corso presso Assolombarda.

“Chiunque veda in questa nostra sfida, che abbiamo vinto, che dobbiamo rinnovare, un elemento di interesse personale tradisce lo spirito del nostro impegno e del nostro lavoro”, ha incalzato il ministro, “questo dispiace, ma io continuo a non arrendermi. Ci ritroveremo ancora davanti alle stesse difficoltà e mi auguro che lo spirito di queste Olimpiadi si riproduca con gli stessi effetti”. Abodi ha poi rivendicato il valore degli impianti realizzati “che hanno prodotto effetti ben oltre quelli determinati durante l’evento, attraverso i media sono diventati elemento di apprezzamento complessivo, frutto di uno sforzo di tutti”.

Nel suo “a tu per tu” con il presidente della Fondazione Stelline, Fabio Massa, Abodi ha parlato anche della crisi del calcio italiano e della necessaria valorizzazione dei talenti: “è normale che tanto più in momenti di difficoltà ci sia la necessità di rilanciare l’azione, di cambiare passo – ha detto – le sconfitte hanno un senso quando stimolano, quando ci spingono a comprendere le ragioni”. Secondo Abodi, la mancanza di competitività è evidente, perché “oltre il mancato mondiale, sono quattro edizioni olimpiche la nostra nazionale non si qualifica”. Il problema, per il titolare dello Sport, risiede anche nella gestione dei vivai. “I giovani sono una prospettiva che è sempre più incombente, noi sappiamo quanti giovani giocano nelle nazionali degli altri Stati – ha spiegato – noi facciamo sempre più fatica, perché in parte non siamo pazienti, non siamo lungimiranti, non sappiamo aspettare facendoli crescere”.

Guardando al futuro, il ministro ha indicato nei Giochi Olimpici invernali giovanili Dolomiti-Valtellina 2028 la “prossima sfida imminente”, un evento che permetterà di “esaltare i valori olimpici nelle scuole, luogo dove si deve consacrare il diritto allo Sport”. “Questi appuntamenti per noi sono il richiamo di come il grande evento possa promuovere la partecipazione attiva e l’utilizzo dello sport non solo come fattore competitivo, ma di benessere psicofisico delle persone e benessere psicosociale delle comunità“, ha concluso citando anche i Giochi del Mediterraneo a Taranto e l’America’s Cup a Napoli come tappe fondamentali per la promozione turistica e dello sport di base.

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