( di Alberto Sigona) – La Serie A di quest’anno fatica a trovare la sua prima donna
La qualità non trascendentale del torneo sta senz’altro favorendo la permanenza di un considerevole numero di squadre in lizza per un Titolo la cui rincorsa si sta rivelando più incerta che mai.
Dopo 13 giornate di Campionato non è ancora emersa una squadra in grado d’imporsi sulla concorrenza per la rincorsa al Titolo. In cima alla graduatoria coesistono diverse candidate a perseguire il sommo proposito tricolore, per un equilibrio che a queste altimetrie non si registrava da tempo. In genere quando si giunge a questo punto del torneo rimangono al massimo un paio di team che si elevano in solitario sulla sommità delle aspirazioni, avvantaggiandosi notevolmente sul resto della brigata, a cui solitamente non rimane che riassegnarsi mestamente a veder scomparire dalla vista coloro che verosimilmente si contenderanno la meta più ambita. Ma stavolta si sta verificando qualcosa di insolito ed imprevedibile. A tentare di farsi largo tra le massime autorità della Serie A vi sono addirittura ben 5 “personalità”, ovvero la rivelazione della Roma di G. Gasperini, che dopo infiniti anni tribolati sta tentando di riportare in auge i tempi andati; l’Inter di C. Chivu, chiamata a cancellare il finale horror della scorsa stagione; il Milan di M. Allegri, che brama di tornare finalmente agli antichi fasti; il Napoli di A. Conte, che punta al miracolo del terzo Scudetto in 4 anni; e persino la Juventus, che dopo l’arrivo di Luciano Spalletti spera di essere ancora in tempo per prendere al volo il treno che conduce alla gloria perduta. Per tacere del Bologna, una mera suggestione più che una credibile opzione… A parte i bianconeri, che tuttalpiù vestono il ruolo di quinto incomodo, le altre quattro compagini sembrano equamente favorite per salire sul trono della Massima Divisione, ed appare arduo immaginare un team che da qui ai prossimi mesi invernali possa prendere il largo o perlomeno staccare significativamente il resto del raggruppamento. Sinora le prime 4 squadre succitate si sono alternate più volte in testa alla graduatoria, per un bilanciamento di forze davvero inedito e che probabilmente è il segnale che conferma una volta di più il tanto discusso e arcinoto livellamento verso il basso dell’altitudine qualitativa del nostro campionato, che da diversi anni a questa parte fatica ad esprimere il miglior calcio. Del resto è risaputo che quando si va piano il gruppone dei competitors tarda a subire la consueta scrematura. E se si va piano vuol dire che il livello dei concorrenti non è figlio dell’eccellenza. È un assioma applicabile non solo al calcio ma in tutti gli sport. Accade ad esempio nel Ciclismo, persino sulle asperità più dure. Sin quando si pedala a ritmi bassi rimangono in tanti accodati ai migliori, sognando di rimanere davanti sino all’arrivo di tappa, ma non appena qualcuno del gruppo si prende la briga d’imprimere un andamento sostenuto, ecco che iniziano a manifestarsi i primi cedimenti, ed il plotone comincia a sgranarsi, sin quando rimarranno in pochissimi a giocarsi il successo. È sempre stato così, è l’ovvia legge dello sport. Se corri ne rimarranno in pochi ad inseguirti, ma se procedi lentamente faticherai a levarti di torno anche i compagni d’avventura meno autorevoli, e magari finirai col perdere sul filo di lana. In effetti il novero delle 4 di testa non include una corazzata o una potenziale protagonista indiscussa. Nessuna di esse pare possegga i requisiti per sovrastare la concorrenza o comunque per governare stabilmente in solitario, e perciò non è da escludere che si troveranno ancora a lungo fianco a fianco, con ognuna di loro che faticherà non poco a sganciarsi dalle altre. E magari la contesa potrebbe risolversi solamente nelle battute finali, in una sorta di volata a ranghi ristretti. Il che sarebbe la gioia di tifosi ed appassionati, che in genere è inversamente proporzionale alla levatura della competizione per cui parteggiano. Infatti, se è vero che l’incertezza generalmente è riconducibile ad un livello modesto della competizione, cosa c’è di più avvincente ed emozionante di un torneo destinato a risolversi all’ultimo gong? In ossequio all’aforisma di padre ignoto “L’incertezza è il vento che spinge le vele della curiosità“, cosa c’è di meglio di un Campionato in cui la suspense regna sovrana sino all’ultima giornata? Cosa tiene più incollato alla tv di un film thriller con finale a sorpresa? E poco importa se si dovrà sacrificare sull’altare della passione il tenore del torneo. Perché al tirar delle somme a far rimanere in piedi il giocattolo più bello del mondo non è altro che l’amore dei supporters. Un amore che si nutre regolarmente delle pietanze offerte dal dubbio su chi vincerà o no. È da esso che lo sport trae il vero beneficio…
Classifica squadre
Milan, Napoli 28 Inter, Roma 27
Como, Bologna 24 Juventus 23 Lazio, Udinese 18
Sassuolo, Cremonese 17 Atalanta 16 Torino 14
Lecce 13 Cagliari, Genoa, Parma 11
Pisa 10 Fiorentina, Verona 6
Classifica marcatori
6 Lautaro M. (Inter), Orsolini (Bologna)
5 Pulisic (Milan), Leao (Milan), Calhanoglu (Inter), Paz (Como)


