(Alberto Sigona) – A seguito della sconfitta in Finale degli Us Open, dopo 65 settimane Jannik Sinner perde la prima posizione del ranking ATP in favore di Carlos Alcaraz.
SINNER E ALCARAZ, EROI EPICI
Grazie al successo in terra americana conseguito a scapito dell’altoatesino, lo spagnolo si riprende lo scettro mondiale, ma l’epica sfida tra i due nuovi eroi del Tennis è destinata probabilmente a durare ancora a lungo…
Negli antichi poemi epici a calamitare la scena vi erano spesso due figure contrapposte in perenne lotta tra di loro. In genere erano due eroi, “giganti” della loro epoca, che tutto sommato si equivalevano in forza e virtù. Sovente le loro portentose gesta erano solenni, uniche ed inarrivabili per i comuni mortali, e sarebbero riecheggiate in eterno, infiammando non poco la fantasia dei posteri, che si sarebbero divisi in perpetuo nella proclamazione del loro prode protagonista. Una contrapposizione mitologica che oggi, coi dovuti distinguo, rivisitandola in chiave moderna, potremmo traslare nello sport, l’arena in cui ci si contende la gloria.
I NUOVI EROI EPICI
Lo sport, infatti, non di rado è caratterizzato da grandi rivalità fra personaggi che sembrano figli di qualche remoto componimento epocale. Basti pensare al Ciclismo, ai tempi che appartennero alle imprese di Fausto Coppi e Gino Bartali; sino agli attuali Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. O all’Atletica, all’epoca di Paavo Nurmi e Ville Ritola. O al Tennis: ieri Rod Laver versus Ken Rosewall, poco tempo fa Roger Federer contro Rafa Nadal o Nadal contro Nole Jokovic, oggi Alcaraz contro Sinner. A volte sembra il destino delle celebrità doversi misurare con un “pari grado”, come se il fato si volesse divertire a renderne tortuoso il percorso che conduce all’immortalità, sino ad arrivare in certi casi a precluderne l’accesso. Tra i due sfidanti a volte la contesa termina in sostanziale parità, col bilanciamento delle rispettive forze che prende il sopravvento. Ma sovente uno dei contendenti riesce a prevalere sull’altro. Ed in questo caso la sua figura ne esce più che mai lodata e glorificata, diventando l’incarnazione della potenza, della maestosità e della magnificenza. Proprio come i migliori interpreti delle antiche saghe letterarie, l’italiano e lo spagnolo paiono votati a confrontarsi costantemente per guadagnarsi il proscenio, e ognuno di loro sa molto bene che senza il rispettivo avversario il percorso verso la beatitudine sarebbe molto meno complicato. Ma al contempo i due atleti sono perfettamente consapevoli che nel caso in cui riuscissero a prevalere sul proprio antagonista, la loro fama ne risulterebbe notevolmente rafforzata, e magari raggiungerebbe persino la volta celeste, sino a risuonare nell’infinito del tempo. Perché ad accrescere il valore del proprio trionfo non occorre altro che un oppositore degno di regalità. Un rivale che con la propria abilità sia in grado di far emergere tutto il talento del proprio nemico, sino a fargli raggiungere picchi inesplorati, su cui prima non avresti nemmeno posato lo sguardo.
DUE SOVRANI PER UN TRONO
Sinner contro Alcaraz è la perfetta trasposizione di un antico poema epico sul pentagramma sportivo. La loro sfida esprime il leit motiv del Tennis attuale. Il loro duello dura ormai da un paio d’anni e non accenna ad osservare un periodo di tregua. Entrambi si stanno spartendo vittorie, onori e denaro, ma anche delusioni e sconfitte. Gareggiano per la cronaca e per la storia. Si contendono il proscenio, l’amore dei tifosi e le attenzioni dei media e ovviamente degli sponsor. I due sovrani della racchetta mondiale sono due star fuori categoria che stanno dando vita ad uno sport a sé, fuori da ogni canone e alieno da ogni dettame. Si prodigano di elevare l’asticella delle possibilità sempre più in alto, su quote sempre meno praticabili. È una lotta all’ultima pallina, all’ultimo rovescio, all’ultimo slice. Sin quando le forze permetteranno di stare in campo, di servire, di rispondere, di attaccare o difendere. Sin quando l’ultima goccia di sudore sarà scivolata via ed avrà bagnato il terreno del conflitto. Alla lunga non si sa chi prevarrà, ad oggi la loro contesa non vede né vincitori né vinti, in perpetuo equilibrio tra i vertici del Tennis. Un giorno gli dei del cielo propendono per l’uno, un giorno per l’altro, in un’alternanza esasperante di emozioni, di previsioni, profezie, oracoli e presagi più o meno veritieri. In attesa del giudizio finale. Se mai ve ne sarà uno.


