Parole dure, senza giri di parole. Marco van Basten torna a parlare di calcio italiano e lo fa con lo sguardo di chi ha vissuto l’epoca d’oro della Serie A, con il Cavaliere presidente del club Rossonero Silvio Berlusconi . Le paprle di Van Basten estremiaazno la preoccupazione per un presente che, a suo dire, ha perso smalto e identità.
Intervistato durante la presentazione del suo libro dedicato al AC Milan, l’ex fuoriclasse olandese punta il dito contro le proprietà straniere: “Molti club sono in mano a investitori che non hanno legami con la loro storia. È un peccato, perché così si perde l’anima del calcio italiano”.
Un tema che divide da anni tifosi e addetti ai lavori, ma che per Van Basten è centrale nel declino della Serie A rispetto ai grandi campionati europei. Il riferimento non è casuale: tra gli esempi citati c’è proprio il Milan, squadra simbolo della sua carriera, oggi lontana – secondo lui – dai fasti del passato.
E il confronto con i rivali è inevitabile. “Oggi l’Inter domina in Italia e questo non mi piace”, ammette, lasciando emergere tutta la sua storica rivalità in rossonero.
Ma l’analisi si allarga anche alla Nazionale italiana. Qui il giudizio è altrettanto netto: “Mancano le stelle. Una volta c’erano campioni in ogni reparto, oggi è difficile individuarli”. Un’osservazione che riapre il dibattito sulla qualità del talento italiano e sulla capacità del sistema di formare nuovi fuoriclasse.
Infine, uno sguardo al calcio internazionale. Van Basten tiferà per i Paesi Bassi, ma senza grandi aspettative. E allora spazio anche a una seconda “simpatia”: il Brasile guidato da Carlo Ancelotti, allenatore con cui ha condiviso anni importanti a Milano.
Tra nostalgia e critica, il messaggio è chiaro: per tornare protagonista, il calcio italiano deve ritrovare identità, talento e visione. Altrimenti, il rischio è restare ancorato ai ricordi di un passato sempre più lontano.

