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ESCLUSIVA MV Capello: “Uomo derby? Il “vecchio” Modric. Leao voglio vederlo lottare”

Pwr gentile concessione Milan Vibes

(Niccolò Enrile  )-Milano trattiene il respiro. Lo fa sempre, in questi giorni. Lo fa nei bar, nei cortili, negli uffici, nelle conversazioni che si spezzano a metà frase perché l’argomento è uno solo e non ha bisogno di essere nominato. Il derby è vicino, e la città lo sente nella pelle prima ancora di vederlo sul calendario. È in questo clima – teso, carico, antico – che abbiamo parlato con Fabio Capello. Non un semplice ospite, un uomo che il derby lo ha vissuto davvero: in campo, in panchina, negli spogliatoi. Il leggendario allenatore del Milan, ha rilasciato un’intervista ai nostri microfoni nella settimana del match tra Milan e Inter. Ecco le sue parole.

    Abbiamo intervistato in esclusiva lo storico allenatore rossonero alla vigilia del derby.

        Quale derby tra quelli giocati in passato userebbe come manifesto di questa giornata così speciale per i tifosi?

        Il Milan arriva a -10. Vantaggio o svantaggio a livello psicologico?

        Leao ha parlato di “vita o morte” nel presentare questo derby…

        Passiamo ai due allenatori. Chivu le ricorda in qualche modo lei ai suoi inizi? E intanto Allegri sta facendo bene.

        Mister, secondo lei, visto che spesso gli allenatori importanti hanno ovviamente pretese importanti e portano magari più certezze, per lei è meglio puntare su un allenatore giovane e magari meno pretenzioso?

        Allegri sta facendo bene…

        Il Milan il derby lo vince “se”..?

        Cosa ne pensa della coppia Pulisic-Leao?

        Cosa ne pensa di questo momento della situazione arbitrale?

        Chi può essere l’uomo derby?

Quale derby tra quelli giocati in passato userebbe come manifesto di questa giornata così speciale per i tifosi?

“La cosa brutta dei derby è vedere il rammarico dei tifosi dopo la partita in caso di sconfitta, mentre l’importante è cercare la vittoria per renderli felici e vederli andare via felici dallo stadio: tutti vanno fiduciosi a vedere la partita. Per rispoderti, non c’è una gara in particolare che scelgo come manifesto, ci sono partite decise all’ultimo con Massaro e De Vecchi, ma il derby è importante a prescindere. Abbiamo visto in Coppa Italia l’Inter giocare sotto ritmo, giocando col Como quasi giusto perché dovevano giocarla: questo testimonia quanto peso abbiano dato al derby rispetto a quella partita”.

Il Milan arriva a -10. Vantaggio o svantaggio a livello psicologico?

“La distanza in classifica con l’Inter è talmente grande che è difficilmente colmabile, ma il Milan ora pensa alle inseguitrici per la corsa Champions. Ecco, una vittoria per i rossoneri sarebbe tremendamente importante, invece un risultato positivo per i nerazzurri significherebbe fargli cucire lo scudetto sul petto”.

Leao ha parlato di “vita o morte” nel presentare questo derby…

“Trovo molto bello quello che ha detto, ma io lo voglio vedere in campo lottare, correre, recuperare i palloni, essere aggressivo: vorrei vedere in campo la stessa “cattiveria” delle parole. Me lo aspetto da tutti quanti, in una partita così non sono ammesse amnesie, non è il livello della Cremonese, qui un’amnesia è condannata dagli avversari. Serve grande concentrazione, tanta corsa, forza e qualità, ma non pensino di trovare l’Inter con il ritmo di Como.

Leao tra l’altro ha un potenziale enorme ma gioca sempre all’80% ed ogni tanto fa una giocata al 100%. Non lo vedo tanto come centravanti, lo vedo meglio a sinistra. Fisicamente spero stia meglio, dalle parole sembra di sì”.

Passiamo ai due allenatori. Chivu le ricorda in qualche modo lei ai suoi inizi? E intanto Allegri sta facendo bene.

“Chivu è stato messo lì senza esperienza, ne aveva poca come anche il sottoscritto, che avevo cinque partite da allenatore ai tempi. Io conosco bene Christian, lo feci prendere alla Roma come calciatore: è un ragazzo intelligente, sveglio, di successo, perché è entrato in punta di piedi e ha fatto capire alla squadra che erano ancora forti e potevano vincere.”

Mister, secondo lei, visto che spesso gli allenatori importanti hanno ovviamente pretese importanti e portano magari più certezze, per lei è meglio puntare su un allenatore giovane e magari meno pretenzioso?

“Puntare su un allenatore giovane come Chivu significa che chi lo ha scelto sapeva cosa faceva, quindi è un merito del Presidente e dei dirigenti. Anche di me ad esempio dicevano fossi uno Yes-Man ai tempi. Forse non mi conoscevano..”.

Allegri sta facendo bene…

“Quello che sta facendo Allegri dimostra che è ancora uno dei migliori in circolazione, un ottimo allenatore, non un bollito. Capisce il materiale che ha in mano, capisce il valore dei calciatori che ha, cosa che tanti giovani non capiscono e non sono in grado di valorizzare il materiale umano a disposizione e “copiano”. E poi dai, la storia dei giochisti ed i risultatisti non esiste”.

Il Milan il derby lo vince “se”..?

“Il Milan può vincere giocando da squadra ed aiutandosi a vicenda: la forza dell’Inter è anche in ripartenza, l’attenzione di non farsi trovare scoperti è importante, soprattutto con gli esterni, Dimarco da una parte e il rientro anche di Dumfries dall’altra che può essere un’arma. A livello difensivo deve inventarsi qualcosa Allegri, non so se ci sia qualcosa tra i giovani, ma è in emergenza. Questo però potrebbe essere un ulteriore stimolo per i rossoneri”.

Cosa ne pensa della coppia Pulisic-Leao?

“Pulisic e Leao hanno qualità, ma nessuno dei due calciatori è una punta. Si spera che questa alternanza ad incidere possa portare ad Pulisic ad essere decisivo nuovamente nel derby”.

Cosa ne pensa di questo momento della situazione arbitrale?

“Gli arbitri non hanno ancora capito che il calcio sia uno sport agonistico e di contatto. Adesso si sono inventati il “fallo da pestone”, se tu impatti il pallone e schiacci il piede all’avversario è rigore adesso. Bisognerebbe guardare di più come si arbitra all’esterno. Non si può sentire arbitri lamentarsi delle simulazioni, se poi quando i calciatori si lanciano vengono premiati”.

Chi può essere l’uomo derby?

“Mi piacerebbe fosse il vecchio regista milanista (ride ndr), un premio a Luka Modric, una soddisfazione”.

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