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Esclusiva MilanVibes: Intervista a a Marco Guidi (Gazzetta dello Sport)

Il direttore Pietro Balzano Prota ha intervistato Marco
Guidi sul canale Youtube di MilanVibes per il format di
Milan Update. Argomenti? Mercato, Nkunku, Allegri e
Scudetto.


Ad oggi il mercato del Milan lo promuovi?
“Io nel complesso lo promuovo. La squadra sta ottenendo risultati
migliori dello scorso anno. In questo discorso ci metto dentro anche
l’allenatore perché comunque è stato un acquisto. Il mercato è stato
diviso in due parti, un mercato per il subito: Rabiot, Modric, Fullkrug, che
hanno dato e stanno dando delle risposte importanti. Un mercato invece
per l’avvenire. Sull’avvenire fare i conti ora è difficile. Vedi Jashari, che
vuoi per l’infortunio o per la competitività che c’è a centrocampo, sta
giocando poco. Uno potrebbe farsi delle domande sui 34 milioni spesi,
ma bisogna ragionare sul lungo, a me il giocatore piace e secondo me è
un buon acquisto. Così come per Athekame che ovviamente non è
pronto per fare il titolare, ma qualche segnale lo sta dando. De Winter è
migliorato molto. Nel complesso ti dico che il mercato lo promuovo. Non
ho messo Nkunku che ancora nel guado. Un acquisto pagato molto per il
subito che finalmente sta iniziando a rendere dopo mesi difficili.
Io sono convinto che un attaccante a giugno arriverà. Nessuno al
momento, credo neanche il Milan, sappia chi è di preciso. Dipenderà
molto dalle condizioni che si creeranno. Se vuoi la mia sensazione e il
mio nome, corroborata da un interesse che c’è, è che Moise Kean possa
diventare l’attaccante del Milan. Tra i profili che stanno seguendo,
secondo me per accessibilità, livello, il fatto che sia italiano, potrebbe
essere il giocatore su cui il Milan alla fine concentrerà i propri sforzi. La
lista è più lunga, ma considerando che la Fiorentina a meno che vinca la
Conference League, difficilmente andrà in Europa, secondo me è il
giocatore più attaccabile rispetto ad altri”.
Hai intervistato Nkunku. Come l’hai trovato?
“Ero andato alla presentazione del giocatore a inizio settembre e ora è
completamente diverso. Prima sembrava un po’ più timido, non capiva
ancora bene dove era arrivato e dava delle risposte di circostanza. Ora
mi sembra abbia molta più fiducia in se stesso. Ha detto che Milanello gli
ricorda Clairefontaine. L’ho trovato fisicamente più in forma. Quando è
arrivato, non era grasso, ma si vedeva che quei 2-3 chili di troppo li
aveva. Era stato fermo dopo il Mondiale per Club. Ora è molto tirato. Lui
dice di non essere ancora al 100%. Ha detto inoltre che è la prima volta
che affronta una stagione senza la preparazione estiva e dice che è
qualcosa di tremendo, perché ti accorgi che vai a un terzo delle
potenzialità e a un terzo degli altri. L’impressione che mi ero fatto a
settembre era quella di un ragazzo timido, ma non lo è così tanto.
Sicuramente è un ragazzo educato però è spigliato, fa le battute, ride.
Ha detto una cosa interessante. “Quando non riuscivo a segnare, che
Allegri disse che dovevo ridere di più, io ero molto nel mio mondo.”
Probabilmente è una persona che vive le sue cose molto interiormente e
quindi quando le cose vanno bene si vede che è felice. Quando le cose
vanno meno bene, lui è uno che interiorizza e non lo si vedeva mai
ridere. Nell’intervista su 40 minuti, 20 minuti ha riso. Abbiamo fatto
l’intervista in inglese, ma lui dice che quando parla Allegri sul campo
capisce già l’italiano. Sul campo usa l’italiano.
Nkunku è già da considerare un titolare con tutti i problemi fisici che
hanno avuto Leao, Pulisic e anche Fullkrug. Gioca chi c’è adesso
fondamentalmente, poi bisognerà vedere quando ci saranno tutti. Certo
che all’inizio non aveva uno status da tale. Io credo che sia
tecnicamente che come giocatore sia lì. A seconda dei momenti di forma
può giocare al posto di Pulisic o di Leao. Con tutti al 100% è difficile che
capiti, quindi è a tutti gli effetti da considerare un titolare”.
Una chicca su Kaladze
“Fisicamente, a parte qualche capello bianco, è come giocava, anzi più
grosso. Si allena tutti i giorni, è molto amico di Čimaev, campione di
MMA e di diversi pugili, ha un pugno… Non l’ho fatto arrabbiare, ma lui
ora ha un ruolo politico importante in Georgia ed è sottoposto a
parecchie critiche, penso si arrabbi per cose più serie che il calcio”.
È Massimiliano Allegri il vero top player di questo Milan?
“Si è dimostrato sicuramente in grado di rialzare il Milan che era in una
situazione non da Milan. Poi qualcuno può dire “il gioco non mi piace”,
però c’è un identità. Nel mestiere dell’allenatore ci sono cose visibili e
non visibili, la gestione è intuibile ma non visibile e in questo secondo
me Allegri si è dimostrato ancora una volta un grande allenatore. Gestire
i gruppi è la sua vera forza, è bravo a far convogliare le singole
individualità nel gruppo. Anche Nkunku nell’intervista alla domanda su
quali fossero gli obbiettivi ha risposto in linea con le risposte
dell’allenatore. Tutti ragionano con la testa del mister. Chiaro dal punto di
vista del gioco non è il Milan di Sacchi, però ci sono tanti modi di giocare
e non ce n’è uno giusto. Il risultato non sempre premia il gioco, ma io
credo che una continuità di identità l’abbia data. Penso che lo step
successivo sarà quello di migliorare l’identità, ma intanto iniziamo a
registrare i primi ottimi risultati”.
Qualche retroscena di mercato?
“Il penultimo giorno di mercato, te lo do per certo, il Milan ha chiamato il
Brighton per il prestito di Enciso. Non chiedermi il perché, è un
trequartista difficilmente collocabile nello schema di Allegri. Seconda
punta non ce lo vedo. Magari c’era l’idea di aggiungere un jolly che
potesse sconvolgere, però un tentativo è stato fatto. Ho fatto fatica a
crederci anch’io, ma la persona che me l’ha detto era coinvolta nella
cosa, quindi è vera per forza”.
Questo Milan al completo dove può arrivare?
“Un Milan senza coppe al completo può lottare per o Scudetto. Lottare
per lo Scudetto però è un concetto molto vago. Posso farlo come lo ha
fatto il Napoli l’anno scorso vincendolo con pochi punti, ma se l’Inter ne
fa 91 diventa difficile. Io penso che la soglia massima del Milan sia tra gli
80-85 punti massimo. Se ne fa di meno è perché c’è stato qualche
rallentamento a mio parere. Il tempo finale lo fa anche la modalità della
corsa, se ho tre campioni davanti performo meglio, come nell’atletica. Se
le avversarie dietro iniziano a balbettare probabilmente fai meno punti
anche te perché inizi a essere sicuro di andare in Champions.
L’obbiettivo dichiarato è ovviamente rientrare in Champions, ma io so
che all’interno dello spogliatoio giocatori e Allegri ci pensano allo
Scudetto, sarebbe alieno se non pensasse a cosa fa l’Inter”.
Cosa ti aspetti come scelte di formazione tra Pisa e Como? Possonoessere queste partite uno step importante per capire cosa farà il Milan?
“Sicuramente la serie di trasferte tra Como, Roma e Bologna è già stato
uno step. Il Milan ha fatto 7 punti e può ancora sperare nello Scudetto.
Le prossime con le piccole dovranno dirci la stessa cosa: il Milan
davvero rimane in scia o sarà il derby a decidere?

Contro il Pisa mi aspetto una fomrazione simile all’ultima. Ha riposato
Pavlovic, ha riposato Tomori, io penso però che De Winter sta talmente
bene che non sarà lui a riposare, però può anche essere che Allegri
decida diversamente. Pulisic do per scontata la panchina. Leao ormai è
un punto di domanda tutte le settimane. Nkunku sicuro titolare. Fullkrug
dal primo non credo, per una questione di gestione del dolore, ma
sarebbe una gradita sorpresa. Vorrebbe dire che il dolore al dito sta
migliorando, posto che quando è entrato l’ho sempre visto bene”.
Sul riscatto di Fullkrug?
“Il Milan ha un parco attaccanti di 5 elementi e abbiamo detto che cerca
un sesto. Secondo me non rimarranno tutti e 5. Sarà da vedere se sarà
venduto Santi Gimenez? Se ci sarà una partenza illustre? Spero di no
ovviamente. Nei prossimi mesi Fullkrug può giocarsela sul campo la
conferma. Se continuasse a fare bene e a fare gol decisivi, viste le
condizioni, perché no?”.
Su Modric?
“Questo è un grande tema. Purtroppo Modric è una cosa che decide
solo lui. Ha l’opzione per il secondo anno. C’è il Mondiale in mezzo.
Sicuramente lui si sta vivendo alla grande quest’anno. È contentissimo,
però è anche vero che stiamo parlando di un ragazzo che andrà per i 41
anni.

Cosa gli lascerà il Mondiale?

È una cosa veramente personale.
Magari il tifoso dice: “Siamo tornati in Champions e ora decidi di
andartene”, ma cosa vuoi dire a un uomo di 40 anni che ha fatto tutto e
ha visto tutto. Non ha ancora deciso. Lui da bambino aveva il Milan
come squadra satellite, ma sappiamo anche che aveva Boban come
idolo. Sappiamo che Boban è presidente della Dinamo Zagabria e già
l’estate scorsa ci aveva provato. Bisogna capire la sua volontà”

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