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Inchiesta sul sistema arbitrale, nessun nuovo indagato: la Procura di Milano fa il punto

Gli investigatori analizzeranno intercettazioni e testimonianze raccolte nelle ultime settimane

Prosegue senza nuovi sviluppi immediati l’inchiesta della Procura di Milano sul presunto sistema di pressioni legato al mondo arbitrale italiano. Nel corso di un vertice tenutosi nel pomeriggio tra il procuratore Marcello Viola e il pm Maurizio Ascione, titolare del fascicolo investigativo, è stato deciso che al momento non verranno ascoltati altri dirigenti di club né iscritti nuovi nomi nel registro degli indagati.

L’indagine, condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, coinvolge attualmente cinque persone tra arbitri e addetti VAR, tra cui l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e l’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni.

Secondo quanto emerso, gli inquirenti ritengono necessario concentrarsi ora sull’analisi del materiale già acquisito, composto da intercettazioni telefoniche, documenti e testimonianze raccolte negli ultimi mesi. Tra queste anche quella recente dell’ex manager dell’FC Internazionale Milano Giorgio Schenone, che però non avrebbe portato a ulteriori sviluppi investigativi.

Al centro dell’inchiesta restano le ipotesi di frode sportiva legate a presunte pressioni sulle designazioni arbitrali e alle cosiddette “bussate” sulle decisioni VAR. Tra gli episodi sotto la lente degli investigatori c’è anche la presunta combine relativa a una partita disputata a San Siro il 2 aprile 2025.

La Procura punta ora a definire il quadro investigativo prima della pausa estiva, valutando se procedere con ulteriori contestazioni oppure chiudere una prima fase dell’indagine.

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