REGGIO EMILIA – Non è la solita domenica di festa, e il volto di Massimiliano Allegri nel post-partita di Reggio Emilia lo racconta meglio di mille schemi. Il Milan cade contro il Sassuolo, una sconfitta che brucia non solo per la classifica, ma per come è maturata. Tra espulsioni pesanti, errori tecnici e una gestione dei cambi che non ha dato i frutti sperati, il tecnico rossonero si presenta ai microfoni di DAZN con la consueta analisi lucida, ma intrisa di rammarico.
Un approccio da dimenticare
Il focus di Allegri è tutto sull’atteggiamento. “Abbiamo approcciato male i due tempi”, esordisce l’allenatore, mettendo il dito sulla piaga di una ripresa iniziata con il piede sbagliato. Per Allegri, perdere punti in questo modo significa “buttare un jolly”, un lusso che a questo punto della stagione nessuno può permettersi.
L’Europa dei grandi: obiettivo o ossessione?
Nonostante il passo falso, Allegri non batte ciglio sulla questione Champions League. Per lui non è a rischio, ma la strada si è fatta improvvisamente più ripida. Con il suo solito pragmatismo, il tecnico ribadisce di essere pronto a lottare fino all’ultimo respiro: “Sarei felice di conquistarla anche all’ultima giornata”.
Il messaggio ai tifosi è chiaro: niente ansia. Il rush finale è appena iniziato e, nonostante un girone di ritorno balbettante, la squadra deve restare serena e assumersi le proprie responsabilità.
Il “caso” Tomori e la scommessa Nkunku
La partita è girata su episodi chiave. L’espulsione di Tomori ha inevitabilmente condizionato i piani tattici, costringendo il Milan a una gara di rincorsa e sofferenza. Allegri, però, non cerca alibi: “Sono cose che capitano, l’importante è rialzarsi velocemente”.
Ha fatto discutere anche la gestione di Nkunku. Inserito per dare equilibrio e tenere palla alta, il francese non è riuscito a incidere, complice il gol subito dai rossoneri pochi istanti dopo il suo ingresso. “Volevo portare la gara avanti, ma non è servito a niente”, ammette con onestà il mister.
Testa all’Atalanta
Il tempo per le recriminazioni è già finito. Martedì il gruppo si ritroverà a Milanello per preparare la sfida contro l’Atalanta, un vero e proprio scontro diretto che profuma di dentro o fuori. Servono due risultati positivi per blindare l’Europa che conta: il Milan di Allegri sa che non può più permettersi altre “domeniche storte”.


