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Effetto Grosso: il Sassuolo schianta il Milan e sogna in grande. “Nessuna ansia, qui c’è un progetto super”

REGGIO EMILIA – C’è un uomo che sorride tra le pieghe di un campionato che sta diventando un romanzo d’autore, e quell’uomo è Fabio Grosso. Dopo aver steso il Milan con un 2-0 che non lascia spazio a interpretazioni, il tecnico neroverde si è presentato ai microfoni di DAZN con la serenità di chi sa di aver compiuto l’ennesimo capolavoro stagionale. Non è solo una vittoria; è la firma d’autore su un percorso che vede una neopromossa guardare negli occhi le grandi del calcio italiano.

Una partenza da urlo

Grosso ha battuto Allegri sul piano dei nervi e dell’approccio. Laddove il Milan ha balbettato, il suo Sassuolo ha morso il freno. “Oggi è stata una partenza importante”, ha esordito il tecnico. “Stiamo dando valore a un campionato molto, molto bello. Servivano coraggio e personalità, e i ragazzi sono stati di un livello super. Meritano solo complimenti”.

La metamorfosi è completa: il Sassuolo non è più la squadra che subisce i primi minuti di gioco, ma una macchina capace di imporre il proprio ritmo anche contro le corazzate in cerca di punti Champions.

Il “fattore” tranquillità

Mentre intorno a lui si scatena la tempesta delle ambizioni e dei rumors di mercato, Grosso rimane l’ancora di un club che sembra non conoscere la parola “ansia”.

Piedi per terra, acceleratore premuto

Nonostante le oltre 400 panchine e una carriera che lo ha visto protagonista sui palcoscenici più prestigiosi, Grosso rifiuta etichette o voli pindarici. Il suo focus resta sul “qui e ora”, su quel Sassuolo che, partito come neopromossa, sta riscrivendo le gerarchie della Serie A.

“Non sarebbe rispettoso spostare l’attenzione su altri discorsi”, ha chiosato il tecnico, blindando lo spogliatoio dalle voci sul suo futuro in una grande. Per ora, il “futuro” si chiama lavoro, entusiasmo e quella voglia di spingere sull’acceleratore che sta rendendo la stagione del Sassuolo un piccolo miracolo sportivo. Il messaggio al campionato è arrivato forte e chiaro: per passare da Reggio Emilia, non basta più il nome sulla maglia.

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