Il pareggio tra Bologna e Cagliari non è solo uno 0-0 da archiviare. È il manifesto di due realtà che stanno vivendo il proprio “limite” in modo diametralmente opposto. Se per i rossoblù di casa il bicchiere è mezzo vuoto e sa di stanchezza, per i sardi è un calice colmo di orgoglio e prospettiva.
Vincenzo Italiano sembra un marinaio che guarda con nostalgia alla terraferma. Il suo Bologna, che l’anno scorso volava leggero, quest’anno ha scoperto quanto pesino le ali dell’Europa.
Cagliari: l’elogio del caos di Pisacane
Dall’altra parte c’è Fabio Pisacane, un debuttante che parla con la saggezza di un veterano e l’entusiasmo di un sognatore. Il suo Cagliari è a un passo dal traguardo, ma è il come ci sta arrivando a fare la differenza.
Pisacane non parla di schemi, parla di “forza d’animo fuori dal normale”. Per lui, questa stagione è un laboratorio umano dove i ragazzi entrano promesse ed escono “uomini migliori”. “Mi sento vivo nel caos”, confessa il tecnico a Dazn. È la frase manifesto di chi ha preso in mano una squadra tra mille incertezze e l’ha trasformata in un collettivo capace di resistere alle avversità.L’eredità dell’Anno Zero: Indipendentemente dal suo futuro sulla panchina sarda, Pisacane rivendica una strategia: aver lanciato i giovani e aver scavallato l’anno più difficile con la schiena dritta.


