La notte più importante della stagione ha avuto un protagonista indiscusso: Vitinha. Il centrocampista portoghese ha guidato il Paris Saint-Germain con una prestazione di altissimo livello, meritandosi il premio di miglior giocatore della finale di Champions League assegnato dalla UEFA.
Determinante soprattutto nella seconda parte della gara, il regista parigino ha preso il controllo del centrocampo, gestendo il possesso, alzando il ritmo della manovra e trascinando la squadra nei momenti decisivi del match. Una prova di maturità e qualità che ha convinto gli osservatori UEFA a premiarlo come MVP dell’incontro.
Al termine della sfida, però, Vitinha ha fatto parlare di sé anche per alcune dichiarazioni rilasciate a TNT Sport. Il portoghese ha infatti ricordato le parole pronunciate da Lionel Messi al momento del suo addio a Parigi, trasformandole in un motivo di orgoglio per il gruppo.
“Quando Messi lasciò il PSG disse che non avremmo mai vinto la Champions League. Oggi invece siamo riusciti a conquistarne due consecutive. Spero che abbia visto quello che abbiamo fatto”, ha affermato il centrocampista.
Parole che riflettono la consapevolezza acquisita da una squadra che negli ultimi anni ha completato un percorso di crescita importante, passando dalle delusioni europee ai trionfi continentali.
“Vincere due Champions League in due stagioni è qualcosa di straordinario”, ha proseguito Vitinha. “Questo successo dimostra quanto siamo cresciuti come gruppo. Abbiamo lavorato duramente, migliorando sotto ogni aspetto e continuando a credere nel progetto del club”.
Nonostante la frecciata all’ex compagno, il portoghese ha voluto sottolineare il rispetto che il PSG continua a nutrire nei confronti del campione argentino: “Messi resta una leggenda del calcio mondiale e merita tutta la nostra ammirazione. Ma noi avevamo un obiettivo preciso: dimostrare il nostro valore sul campo e smentire chi non credeva nelle nostre possibilità”.
Tra leadership, qualità e personalità, Vitinha si è confermato uno dei simboli del nuovo corso parigino, un PSG sempre meno dipendente dalle individualità e sempre più forte come squadra.

