Le parole di Flavio Cobolli mostrano un cambio di mentalità molto netto rispetto a tanti giovani giocatori del circuito. Il passaggio più interessante è probabilmente quello su Jannik Sinner:.
È una dichiarazione che evidenzia ambizione e maturità competitiva. Cobolli riconosce il livello di Sinner, ma rifiuta l’idea di sentirsi battuto in partenza. Nel tennis attuale, dove molti giocatori arrivano contro i top con un approccio quasi rinunciatario, questo tipo di atteggiamento è fondamentale per fare il salto definitivo.
Interessante anche il riferimento all’assenza di Carlos Alcaraz dal torneo: Cobolli ammette che il tabellone si apre, ma sottolinea che un professionista non può costruire la propria fiducia sulle assenze altrui. È un discorso molto “da top player”, almeno nell’approccio mentale.
Sul piano tecnico, invece, lui stesso individua chiaramente il nodo principale: il servizio. Quando dice che è “il colpo meno costante” sta praticamente spiegando perché alterni settimane molto buone ad altre più complicate. Nel tennis moderno, soprattutto nei tornei Slam come il Roland Garros 2026, avere continuità al servizio significa riuscire a gestire energia, pressione e momenti delicati nei match lunghi.
Anche la parte personale non è banale:
“Ora vivo il circuito nel modo più professionale possibile”.
È spesso questo il passaggio che separa un talento da un giocatore stabilmente da alta classifica: gestione della vita in tour, continuità mentale, adattamento ai viaggi e alle settimane lontano da casa.
Dal punto di vista del tabellone, stare nella metà di Sinner rende teoricamente possibile una semifinale tutta italiana, che sarebbe storica per Parigi. Prima però Cobolli dovrà superare diversi ostacoli: partire contro un qualificato o lucky loser può sembrare favorevole, ma nei primi turni degli Slam quei giocatori arrivano spesso con ritmo e fiducia già acquisiti.


