(Alberto Sigona)- L’Italia chiude la rassegna iridata con un bottino più che confortante, in un punto equidistante tra l’eccellenza e la sufficienza.
In medio stat virtus
La tuffatrice Chiara Pellacani s’erge a simbolo della manifestazione con 1 Oro – vinto in coppia con Matteo Santoro – e 2 Bronzi. In grande evidenza anche Simone Cerasuolo – Campione nei 50 Rana – e la fondista Ginevra Taddeucci. Ma sarà un Mondiale da ricordare anche per l’eterno Greg Paltrinieri… Fra le stelle internazionali brillano la baby canadese Summer McIntosh e l’ormai divina Katie Ledecky.
Che valutazione possiamo attribuire all’Italnuoto esibitasi ai Campionati del Mondo di Singapore? Visti i risultati conseguiti dai nostri portacolori, che sono stati tutto sommato non proprio in linea con le nostre aspettative, in verità un po’ più ottimistiche della realtà, il giudizio si attesta su “altitudini” medio-alte, in un punto equidistante tra l’eccellenza e la sufficienza, in bilico tra il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Esprimendoci in maniera più concreta possiamo affermare che viste le premesse sarebbe stato lecito attendersi dai nostri azzurri qualcosina in più, ma anche il rischio del meno si sarebbe dovuto prendere in seria considerazione, perché quando ti misuri col Mondo intero non puoi mai dare nulla per scontato, per il semplice motivo che niente ti è concesso per magnanimità altrui o per meriti preacquisiti. Ogni vittoria non arriva per adempimenti contrattuali ma bisogna guadagnarsela con tanta fatica ed abnegazione, senza concedere il minimo spiraglio al caso. E allora, tenendo conto di ciò, al momento di tracciare un consuntivo della nostra spedizione non possiamo esimerci dal bilanciare a puntino le nostre opinioni, collocandoci in quell’ambito che ci permette di elargire una moderata soddisfazione, ponendoci a metà strada tra la gioia e lo sconforto. Poco male, visto che gli antichi latini asserivano che In medio stat virtus… A parte gli scherzi, pur non avendo ottenuto il meglio di quanto preventivato, ad ogni modo la nostra cara Italia anche stavolta si è saputa ritagliare uno spazio considerevole di gloria, tenendo testa ai colossi della piscina e del mare, tra gare in corsia e concorsi in vasca, sgomitando e facendosi onore tra potenze del calibro di Stati Uniti, Australia, Francia e Cina…
PELLACANI IN VOLO
La protagonista indiscussa di tale rassegna iridata è stata certamente la tuffatrice Chiara Pellacani, che a 22 anni ha ormai spiccato il volo della prima seria consacrazione di una carriera ancora appena sbocciata ma già con un palmares d’atleta pienamente affermata, quasi da veterana. Il trionfo nel Trampolino 3 metri sincronizzato conseguito (davanti a ciclopi della levatura di Australia e Cina!) in coppia col giovanissimo Matteo Santoro (18 anni) è d’annoverare tra gli avvenimenti storici della disciplina: esso, infatti, da quando esistono i Mondiali è per noi solamente il quarto di sempre nei Tuffi dopo gli exploit roboanti recanti le firme del pluri Campione Olimpico Klaus Dibiasi (Oro dalla Piattaforma nel 1973 e nel 1975) e della magnifica Tania Cagnotto (Oro dal Trampolino nel 2015, proprio al tramonto della carriera). La talentuosa romana è riuscita a conquistare anche un paio di Bronzi individuali, giusto per completare l’opera di una kermesse da incorniciare, e che potrebbe fungere da… trampolino di lancio (è proprio il caso di dirlo) per un futuro dalle superbe prospettive. Oltre alla Pellacani, che tra l’altro, non dimentichiamolo, ha avuto il grandissimo merito di primeggiare in una disciplina elitaria che da decenni vede la Cina indossare le vesti della tiranna spietata ed incontrastata, si è saputo distinguere magnificamente tra la folla un altro atleta dal maestoso avvenire…
CERASUOLO DA VITTORIA
Stiamo riferendoci ovviamente al ranista Simone Cerasuolo. L’imolese a soli 22 anni (che comunque nel nuoto non sono pochissimi) sembra già avere la vittoria nel sangue, e lo splendido Oro (l’unico conseguito in vasca per l’Italia) conquistato nella distanza flash, che da Los Angeles 2028 diverrà parte del programma olimpico, rappresenta probabilmente l’avvio di un percorso agonistico che si preannuncia sfavillante. Chi i bagliori ha iniziato ad emetterli da tempo è sicuramente l’eterno Gregorio Paltrinieri, che nelle acque libere dell’isola di Sentosa ha ulteriormente impinguato il suo stracolmo forziere di allori con ben 3 Argenti, toccando così quota 19 medaglie iridate in carriera, un bottino che gli consente di addentrarsi tra i pluridecorati all time dell’acqua. Il carpigiano è ormai una leggenda vivente, mentre c’è chi scalpita con la speranza un giorno di diventarlo, emulando le gesta del 6 volte iridato. Ci riferiamo alla fondista fiorentina Ginevra Taddeucci, che in questi Mondiali è riuscita addirittura a centrare un poker d’Argenti, per un gruzzolo che le consente ad oggi di insinuarsi tra le big azzurre del nuoto contemporaneo, in attesa che si possa elevare in ambiti molto più… ambìti.
Tra coloro che invece, pur salendo sul podio, si sono espressi al di sotto delle loro potenzialità, per motivi che vanno dalla scarsa condizione al declino fisico, troviamo i campioni olimpici Nicolò Martinenghi e Thomas Ceccon, oltre a Benedetta Pilato, con quest’ultima che da alcuni anni a questa parte si sta rivelando regolarmente incapace di esprimersi al 100%. Nulla da eccepire invece per Simona Quadarella, che ha avuto l’unica colpa di trovarsi ancora di fronte non una grandissima atleta ma una sorta di sortilegio chiamato Katie Ledecky.
LE SUPER STAR
La luminosità accecante della stella americana, malgrado l’avanzare dell’età, non accenna ad attenuarsi; la nativa di Washington si è confermata una dea della piscina anche nel sud-est asiatico, vincendo in scioltezza 800 e 1500 s.l., agguantando la quota iperbolica di 23 Ori iridati: il record assoluto di Michael Phelps (26) è ormai nel mirino… Tra le attrazioni principali di codesta rassegna, capaci di guadagnarsi la scena con tanto di tappeto rosso, troviamo il francese Leon Marchand, che con la doppietta 200 e 400 è giunto a 6 Titoli complessivi nei misti, eguagliando il primato dello statunitense R. Lochte. Tra i premi Oscar di questi Campionato citiamo il rumeno David Popovici – primo di sempre a raggiungere quota 4 Ori iridati fra 100 e 200 sl – ed il tunisino Ahmed Jaouadi, che coi suoi primi successi mondiali si appresta a tenere alto il vessillo della Tunisia nel mezzofondo, unica Nazione africana (a parte il Sudafrica) in grado di farsi onore in piscina da quando il Nuoto ha visto la luce. La tradizione di questo Paese è ancora recente (Oussama Mellouli ne fu il promotore non molti anni fa), ma la sensazione è che la parabola maghrebina possa proseguire ancora a lungo… Ma probabilmente, seppur meno “pubblicizzata”, la vera regina di questa kermesse è stata la giovanissima canadese Summer McIntosh, Oro nei 400 sl, nei 200 farfalla e nelle due distanze dei misti, per una quaterna sensazionale che la pone d’autorità tra le candidate al trono destinato ai miti dello sport in gonnella.

