ROMA — La Roma di Gian Piero Gasperini è arrivata a un punto cruciale della stagione. Doveva essere l’anno della svolta, quello della costruzione di una nuova identità dopo cicli tecnici discontinui. Invece, a marzo, il bilancio resta sospeso tra ambizione e realtà.
I giallorossi navigano in campionato in zona europea, ma senza la continuità necessaria per competere ai vertici. Le eliminazioni premature in coppa — sia in Europa che a livello nazionale — hanno lasciato più di un rimpianto, alimentando dubbi su un progetto che, almeno nelle intenzioni, puntava a riportare la Roma stabilmente tra le grandi.
Gasperini, chiamato per imprimere una rivoluzione tattica e culturale, ha provato a trasferire nella Capitale il suo marchio di fabbrica: pressing alto, difesa a tre, intensità costante. Un’idea di calcio esigente, che richiede tempo e interpretazione. E proprio il tempo è diventato il nodo centrale.
«Questa squadra ha mostrato il meglio e il peggio», ha dichiarato recentemente il tecnico, fotografando con lucidità una stagione fatta di picchi e cadute improvvise. Prestazioni convincenti si sono alternate a passaggi a vuoto, rendendo difficile costruire un’identità solida.
Nel frattempo, aumentano le voci su possibili tensioni con la dirigenza. Gasperini avrebbe chiesto chiarezza sul progetto futuro, segnale di un rapporto che necessita di definizione. La società, dal canto suo, valuta: confermare la linea tecnica o rivedere le strategie a fine stagione.
Un segnale chiaro arriva però dalla gestione della rosa. Nelle ultime settimane, Gasperini ha dato spazio a diversi giovani, scelta che guarda oltre l’immediato e prova a costruire basi per il futuro. Una mossa coerente con la sua filosofia, ma che comporta inevitabilmente rischi nel breve periodo.
La sensazione è che tutto si giochi nelle prossime settimane. L’accesso alle competizioni europee, la crescita del gruppo, la tenuta dello spogliatoio: elementi che peseranno nelle decisioni finali.
A Trigoria, il progetto Gasperini non è ancora fallito. Ma non è più nemmeno una promessa: è diventato un esame. E il risultato, questa volta, non ammette rinvii.


