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Milan Vibes: i giornalisiti Francesco Repice e Massimo Callegari parlano del Milan. Video interviste

Fancesco Repice è intervenuto in collegamento durante la trasmissione del giovedìsera MVP: da Modric a Leao, ecco i temi affrontati dal noto giornalista

Su Milan-Roma

“Un Milan in grado di capire la partita come spesso fa il suo allenatore, che per me è il migliore in circolazione: nel secondo tempo Allegri si è messo 442 (lo dico perché me lo hadetto lui, ride ndr) ed è riuscito a far sbandare una Roma che aveva dominato in lungo e in largo nella prima frazione. Dopo quei 7/8 minuti la Roma si è rimessa in carreggiata ma non è riuscita a fare del male, tranne il rigore sprecato da Dybala. Una partita che solo un allenatore come Max avrebbe potuto far vincere alla sua squadra.

Alla Roma manca una cosa: un attaccante che faccia goal. Una partita che avrebbe potuto chiudere con grande serenità nel primo tempo ma purtroppo (e dico purtroppo in quanto tifoso della Roma) le è mancata proprio la finalizzazione. Manca un attaccante che la butti dentro”

Su Leao

“A Rafa non manca nulla, è un calciatore che se si mette dritto solo sul calcio diventa uno dei primi cinque al mondo. Capisco le necessità dei suoi coetanei, ma se si dovesse mettere in testa di poter diventare un super top non gli manca nulla. Ha tecnica, forza mentale e fisica, il talento per essere uno dei migliori attaccanti del mondo”

Sulla potenziale coppia Leao-Pulisic

“Sono dell’avviso che i forti devono giocare sempre: quelli bravi giocano insieme e Ancelotti lo fece vedere col Milan. Fateli giocare come volete ma se uno ha Pulisic e Leao devono giocare sempre, in qualsiasi posizione, basta che siano in campo”

Su Modric

“L’emozione nel commentarlo è enorme: quando sei sconfortato a raccontare per un po’ di

tempo calciatori che fanno cose difficili da capire e poi ti ritrovi un ragazzo di 40 anni che capisce quello che succede in campo molti secondi prima e gioca con due piedi, beh, è un’altra cosa. Io sono stato molto “sfortunato” nella mia carriera perché ho fatto ilbordocampista ai calciatori migliori: da Zidane a Ronaldo, da Totti a Del Piero, quindi a volte vedo pseudo-fuoriclasse, devo raccontarli e mi viene lo sconforto, ma se c’è Luka sono molto contento invece”

Dove può arrivare questa squadra?

“Il Milan può arrivare in Champions, per lo Scudetto ci sono due squadre più attrezzate. Il Milan però non fa le coppe, quindi, se fossi il Napoli o l’Inter inizierei a preoccuparmi se i rossoneri dovessero essere ancora lì a cinque giornate dalla fine”.

La sua opinione sul probabile attacco del Milan a Parma, su Rafa Leao, Modric e molto altro. Le parole di Massimo Callegari, giornalista di Sportmediaset

È stato ospite di MVP, il format del giovedì sera sul canale Youtube di Milan Vibes, il giornalista Massimo Callegari. Tanti i temi trattati: da Leao a Modric, fino al mercato di gennaio e Ricci e Gabbia.

Stavamo discutendo di quella che sarà la formazione col Parma, rientra Pulisic per quanto riguarda il Milan. Secondo te partirà dall’inizio o si va avanti con la coppia Leao-Nkunku?

“Credo che se stesse bene (Pulisic, ndr) partirebbe dall’inizio, bisogna capire la sua condizione in questo momento, capire la prudenza che ci deve essere considerando che rientra da un infortunio delicato e comunque ha avuto una gestione con la nazionale non ottimale, quindi penso che per un discorso di fiducia e di continuità si possa ripartire con Leao-Nkunku. che comunque insieme non hanno fatto male come coppia. Chiaramente Leao ha giocato meglio rispetto a Nkunku, ma penso che entrambi insieme abbiano un senso: non una coppia tradizionale d’attacco, ma sono una calciatori di altissimo livello, possono coesistere. Nkunku ha una evoluzione particolare, ma l’ha spiegato bene Tare, ha giocato moltissime partite in carriera da prima punta, atipica, certo, quindi va innescato in una maniera differente. Però io penso che sia una coppia più che affidabile per il campionato italiano”

Ho visto un tuo contenuto sui social l’altro giorno dove punzecchiavi Rafa Leao, dicendo anche che sono un tuo estimatore non ti voglio vedere così discontinuo. A tratti partite dove è devastante e altre dove fa più fatica ad incidere. Che idea ti sei fatto del pacchetto completo Rafa Leao? Può farlo quello step in continuità o sei del partito Leao è così, lo prendiamo così?

“Quel contenuto lì in modalità social era un po’ esasperato, è più un tema di linguaggio, di tono, di modalità di produzione del contenuto: mi rendo conto che sembrava un po’ più forte di quello che voleva essere, il senso però è quello che hai colto, tutta la provocazione partiva da un aspetto positivo: in questo momento dopo una grande prestazione, non dopo una negativa, ti chiedo perché giochi così, non con continuità.

Perché quell’atteggiamento non lo proponi con costanza? Perché quello secondo me è il salto di qualità ed è la differenza tra grandissimo talento e giocatore anche top, oppure fuoriclasse e super top, è un gradino che sembra minimo ma nasconde una enorme differenza. Io credo che come in tutte le cose, quello che facciamo anche noi nel nostro lavoro, l’indole conti molto, i calciatori, come sanno gli allenatori, hanno una zona di comfort, quindi molti per farli migliorare cercano di farli uscire da quella zona di comfort. Io credo che l’indole di Leao (non è una critica ma constatazione) sia quella un po’ del ragazzo che si coccola e non ama avere questa ossessione e questa pressione, mi dispiacerebbe se non facesse questo salto di qualità perché ha tutte le doti per farlo: fisiche, tecniche, di

esplosività, ha tutto, anche la capacità di giocare in diverse posizioni, non solo da esterno, quindi questo è secondo me il senso. Temo sia un po’ complicato per come vedo lui, non è una accusa, si può anche avere nella vita una ambizione non sfrenata, è un peccato non averla quando si hanno a disposizione delle doti così fuori dal comune”

Tu hai visto fior fior di campioni e hai commentato tanti campioni in giro per l’Europa, che effetto ti fa vedere un campione come Luka Modric? Ma soprattutto ti aspettavi che venisse a fine carriera a Milano giocando così a pallone?

“Si, ci sono le prove perché nel podcast di Sportmediaset, questa estate, quando era arrivata la notizia sono stato assolutamente favorevole al suo ingaggio, perché l’avevo visto all’opera negli anni d’oro e nelle ultime stagioni al Real Madrid in cui fisicamente non poteva essere quello degli anni migliori, però avevo sempre visto un professionista con una umiltà pazzesca, sia con noi che con i suoi colleghi che giocano. Non avevo alcun dubbio sulla sua professionalità, anche perché non si può arrivare a quell’età in quelle condizioni senza avere un’attenzione completa totale a tutto nello stile di vita, prima ancora che nell’aspetto tecnico. È un onore e una bella motivazione, perché ci sono alcune partite che possono essere anche per noi un po’ meno affascinanti o attraenti da commentare, però il fatto che ci sia lui ti porta allo stadio pensando che vedrai un calciatore di altissimo livello. E devo dire che in quelle situazioni in cui non sono obbligato a seguire il pallone, mi perdo a seguire lui e ho visto anche domenica una partita di una intelligenza incredibile: per mezz’ora Cristante l’ha seguito dappertutto, poi non ce l’ha più fatta perché lui ha una capacità di smarcamento veramente straordinaria”

Come si migliora questo Milan a gennaio? Dove interverresti? In quale reparto credi si possa fare un piccolo salto di qualità?

“Io credo che si possa migliorare qualcosina a livello di impostazione dalla difesa, però è difficile trovare un difensore a gennaio che sia disponibile sul mercato, che abbia le caratteristiche tecniche migliori di quelli che ci sono adesso e che possa garantire una tenuta difensiva di primo livello. Poi c’è il tema del centravanti, io sono un estimatore di Gimenez dai tempi del Feyenoord, avevo delle perplessità, non su di lui in assoluto, ma sul parametro del suo campionato. Mi ricordo una telecronaca che facemmo con Roberto Cravero di Feyenoord-Lazio di Champions, lui giocò benissimo, segnò anche, giocò una grande partita, ma anche in termini di personalità che trasmetteva, che è il tema su cui adesso viene criticato. Su di lui dissi che bisognava vedere l’impatto con un altro campionato, perché in Olanda non ci sono questi parametri. Io al suo arrivo avevo fiducia e continuo ad averla, penso che nel suo inizio abbia dimostrato le sue qualità, penso che adesso senta molto il tema dal punto di vista psicologico. Se non migliora, se si vuole lottare per lo scudetto, bisogna avere un centravanti di primo livello”.

Gabbia e Ricci stanno facendo piuttosto bene in questo periodo, tu credi che per caratteristiche loro proseguendo così al Milan potrebbero arrivare a giocarsi un posto non solo per la nazionale, ma anche per una eventuale titolarità nella squadra di Gattuso o pensi che ci siano giocatori ben più avanti in questo?

“Partendo dalla difesa credo che ci siano dei giocatori un po’ più avanti e abbiamo questo aspetto che è abbastanza incredibile, io scherzavo con dei miei amici qualche anno fa, tutti appassionati di calcio e eravamo appena diventati papà, e dicevamo nostro figlio difensore

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