Nel segno di Alvaro Bautista – 06 marzo 2023
Iniziamo dalle buone notizie. O meglio quelle che sono buone per tutti coloro che amano lo spettacolo cui la Superbike ci ha abituato. A dispetto degli eccessivi timori suscitasti dal weekend di Phillip Island, quello di Mandalika ci ha invece rassicurato. Il campionato non è stato chiuso dallo strapotere delle Ducati. O meglio. Le Panigale sono le moto che vanno più veloci sul dritto. Sono anche quelle che possono girare più stretto e pure quelle che posso uscire più rapidamente dalle curve. Ma hanno un imbarazzante punto debole. Vincono solo se in sella c’é Alvaro Bautista.
Michael Ruben Rinaldi, per quanto si sforzi, non ottiene risultati all’altezza del suo talento. Che sia colpa della sua irruenza come in gara1 o di un inconveniente tecnico come il deterioramento delle gomme in gara2, l’esito del suo impegno è sempre deludente.
Alex Bassani ottiene certo il meglio che può dalla sua Panigale che comunque, giova ricordare, è pur sempre gestita da un team privato, l’ottimo Motocorsa Racing di Lorenzo Mauri. Averlo visto in testa per quasi due giri in gara2 non solo riempie il cuore di tutti gli appassionati del vero spirito agonistico delle derivate di serie, ma la dice lunga sul suo talento e su quello dei suoi meccanici ed ingegneri.
Sarebbe ingeneroso tuttavia chiedergli di più.
Ora il problema è che Alvaro Bautista c’è. Non solo appare determinato e concentrato, ma sembra pure sereno e divertito. Il campione spagnolo certo è pur sempre un pilota, che puoi, ad esempio, spingere fuori traiettoria e costringere alla caduta. Soprattutto a Mandalika dove la traiettoria gommata e sicura era larga poco più di un metro. Forse potrà in futuro persino incappare in quale errore. Ma se questi eventi indesiderabili non avvengono, se nessuna meteora portatrice di jella cosmica incrocia la loro strada, Bautista e la sua Panigale semplicemente vinceranno ogni gara. Cinque gare portate a termine su sei. Cinque vittorie conquistate e, soprattutto, un margine in testa alla classifica che si allunga a dismisura sul secondo, Toprak Razgatlioglu.
Se continua così il campione turco si dovrà accontentare solo di battagliare per la supremazia casalinga con il suo compagno di team, Andrea Locatelli, che gara dopo gara dimostra un sempre più efficace affiatamento con la YZF R1 del team Pata Yamaha Prometeon.
Per rispetto nei confronti di un team e di una moto che ha scritto la storia recente della SBK, delle Kawasaki è meglio non parlare. A Mandalika c’è stata pure una buona dose di sfortuna a complicare le cose, ma la sensazione è che i green boys del Kawasaki Racing Team si sentano un po’ smarriti in posizioni di gara cui non sono abituati da anni. La frustrazione raramente è una buona compagna di viaggio, ma Jonathan Rea è uno che appartiene alla vecchia scuola e ci vuole ben altro per abbatterlo.
Sul podio in gara2 sale invece un ottimo Xavi Vierge. Certo il risultato è stato propiziato dal calo delle gomme di Rinaldi, ma lo spagnolo ha mostrato di possedere un buon passo di gara. Ora c’é chi dice che la sua Honda CBR1000 RR-R abbia veramente poco di serie e le superconcessioni sembrano rendere la moto finalmente performante. Le ambizioni del team HRC sono quelle di mettere fine ai sette anni senza vittorie. Difficile, ma l’obbiettivo più realistico, ovvero il podio è stato già centrato. Era dai tempi di Assen 2022, in gara2 con Lecuona, che la Honda non centrava il podio. Trentacinque gare fa!
Da ultimo il caso della Bmw. La moto é completamente nuova. Il modello omologato per il 2023 incorpora tutte le superconcessioni dello scorso anno, più qualche novità aerodinamica e l’adozione dei freni Brembo. Ad occhio nudo, la M1000 RR non mostra nulla che non vada. Semplicemente la concorrenza appare un po’ più performante in ogni occasione e i piloti sono costretti a fare i miracoli per tenere il passo. E per evitare di farsi troppo male, come Loris Baz, che, colpito in superpole race dalla Kawasaki di Lowes, ha riportato la rottura del perone destro o Michael van der Mark, il quale, vittima di uno spaventoso high side in gara2, se l’è cavata solo con la frattura di due dita della mano sinistra.
Il prossimo round si terrà tra un mese e mezzo. Con l’augurio che i nostri campioni si rimettano presto in forma, nel fisico come nel morale, nella seconda metà di aprile, in quel di Assen, finalmente vedremo se ci sarà qualcuno in grado di frenare la cavalcata di Bautista e della sua Panigale.

