Semaforo verde per la SBK – 24 febbraio 2023. (il circuito di Phlpps Island foto Wikipedia)
Se esiste un motivo per cui l’appassionato deve essere grato alla superbike, questo sicuramente risiede nel fatto che il campionato mondiale inizia presto. Anzi prestissimo. Praticamente domani.
Non fraintendetemi. Nei pochi anni di vita il WSBKC ci ha offerto un discreto numero di motivi per seguirlo. A parte il fatto simbolico, ma significativo, di ammirare in pista moto che ricordano da vicino quelle osservabili e sfidabili al semaforo sottocasa … No, fermi! Scusate, sfidabili no. È illegale. Ricominciamo.
A parte il fatto di ammirare in pista moto che ricordano da vicino quelle osservabili anche … dal nostro specchietto retrovisore, la quantità di sportellate e sorpassi di pura cattiveria che ci ha regalato la Superbike è stata veramente gargantuelica. (Si. È una parola che esiste veramente. E tutti quelli, che hanno visto Kill Bill di Tarantino, l’hanno sentita almeno una volta). Per non parlare poi del fatto che, andando a memoria solo nelle ultime venti stagioni, ben sette campionati si sono decisi all’ultimo round della stagione. Nel 2012, solo per fare un esempio, Max Biaggi su Aprilia RSV4 riesce a portarsi il titolo a casa solo grazie mezzo punto di vantaggio sull’alfiere della Kawasaki, Tom Sykes.
Domattina quindi all’alba per noi, genti italiche, sul circuito di Phillip Island in Australia si inaugura la trentaseiesima edizione del WSBKC. Favorito per esperti e bookmakers il binomio campione uscente, ovvero Alvaro Bautista e la Ducati Panigale V4 del team ufficiale Aruba.it Racing. Il pilota spagnolo è in gran forma e la sua Rossa fila che è un piacere. A guardarla e a sentirla. Bautista cerca di togliersi da dosso un po’ di tensione, andando in giro a dire a tutti di non sentirsi il favorito. Però il numero sul cupolino lo ha voluto ed è così bello da vedere che difficilmente se lo farà sverniciare.
A rovinargli la festa ci proveranno i soliti due mastini che a lungo lo hanno inseguito e per un po’ anche impensierito lo scorso anno. In ordine di anzianità e di campionati vinti, Jonathan Rea su Ninja ZX-10RR del Kawasaki Racing Team e Toprak Razgatlioğlu su YZF-R1 del Yamaha WorldSBK Team. Il primo un po’ amareggiato per la sentenza della commissione tecnica che gli ha negato l’innalzamento del limitatore di 500 giri/minuto. Il secondo un po’ più baldanzoso, visto gli esiti dei recenti test nei quali pur non cercando il tempo sul giro ha mostrato un passo decisamente consistente.
Che dire degli altri. Raccontata così sembra che le prenotazioni per il podio siano già in overbooking. Tuttavia, credo che meritino grande attenzione gli altri due nostri ducatisti, l’ufficiale Michael Ruben Rinaldi e soprattutto Danilo Petrucci del Barni Spark Racing Team. Non va sottovalutato certo Andrea Locatelli, che ha dimostrato come la Yamaha possa andare veramente veloce anche in mani diverse da quelle del campione turco. E che la moto di Iwata giri bene lo hanno testimoniato anche le impressioni offerte da Dominique Aegerter e Remy Gardner, due debuttanti di gran lusso. Lo svizzero spinto dal titolo bicampione in carica della SSP, l’australiano invece dalla voglia di rivalsa per una stagione in Motogp che ha tradito le sue e le nostre attese. Stagione apparentemente in salita invece per Honda e Bmw. Sia Xavi Vierge che Iker Lecuona hanno evidenziato a tratti delle buone cose, ma i critici le hanno attribuite più al loro estro che alla moto. Mentre Scott Redding ha liquidato la versione 2023 della M1000RR uguale a quella del 2022. Il che non é un bene. Ma il campionato è molto lungo e ci sarà da divertirsi.
