L’alba rossa – 27 febbraio 2023. Commentare il primo gran premio della SBK dell’anno non é così semplice come sembra.
O meglio, lo diventa se si é dei tifosi esclusivi della superba creatura emiliana, che praticamente semina il vuoto e la disperazione tra le rivali. La superiorità manifestata dalla Panigale V4 R 2023capace di offrire in pista asciutta due doppiette e comunque di occupare quattro posizioni delle prime cinque nel secondo round, è stata tale da rischiare persino di mettere in secondo piano la prestazione offerta da Alvaro Bautista. Il campione in carica, solitamente timido su pista bagnata, è apparso come un fenomeno persino tra le nuvole di acqua che hanno caratterizzato gara1 al sabato.
La moto non è solo elegante e bella, anzi bellissima. È pure tremendamente efficace, agile nei cambiamenti di direzione e stabile in traiettoria. Soprattutto veloce. Velocissima.
Senza nulla togliere al talento del campione, che peraltro nel fine settimana è sembrato, dopo il titolo conquistato lo scorso anno, sereno quanto spietato, la Panigale V4 R 2023è apparsa imprendibile sin dalla prima curva di ogni gara.
Grazie a lei, Bautista ha così potuto inaugurare la stagione con un pesantissimo hat trick,come dicono i bene informati, ovvero con una splendida tripletta che lo ha proiettato al vertice della classifica iridata con trentuno punti in più di Rea e ben trentotto in più di Razgatlıoğlu.
In grandissimo spolvero è apparso anche il suo compagno di squadra Michael Ruben Rinaldi, che in entrambe le due gare asciutte si è piazzato con una certa autorevolezza al secondo posto.
Senza considerare, poi, che la Ducati ha anche interrotto un digiuno di ben otto anni in Supersport grazie ad uno strepitoso Nicolò Bulega, capace di portare la V2 955 entrambe le volte sul gradino più alto del podio.
Si comprende allora come diventi piuttosto difficile raccontare questo inizio di campionato se, alla vigilia della gara, si era degli appassionati in spasimante attesa di una competizione agguerrita per le posizioni di vertice. Perché veramente il duo campione in carica dell’Aruba.it racing team ha dato l’impressione di potere già chiudere il campionato. Anzi di praticare un altro sport.
Certo, si potrà dire che, sotto la pioggia e tra i ruscelli che tagliavano la pista sabato, senza i guai al controllo elettronico del cambio, forse avrebbe vinto Jonathan Rea. Ma stiamo andando verso la primavera e saranno poche le occasioni bagnate dove il talento del nord irlandese potrà colmare la differenza. La verdona, vista in pista sull’asciutto domenica, sembrava avere disperatamente bisogno di quei 500 giri in più che la commissione tecnica gli ha negato. Peraltro il tentativo di stare comunque al passo degli inseguitori per gran parte della gara ha evidenziato un esagerato consumo delle gomme, che ha inficiato in misura particolarmente negativa sul risultato finale di Rea in gara 2
Si potrà ricordare che a partire dalla pole è stato Toprak Razgatlıoğlu. Ma questo, insieme all’ultimo gradino del podio di gara 1, é stato l’unico lampo del campione turco che è pure finito incolpevolmente per terra in gara 2, travolto da Lowes. Razgatlıoğlu peraltro in quel momento battagliava per la quinta posizione molto lontano da Bautista e soprattutto dal suo compagno di squadra, uno strepitoso Locatelli, finito poi terzo.
Il campionato è però lungo e la SBK ha raramente tradito le aspettative di grandi battaglie sino all’ultimo giro.

