È il giorno della “Inferno del Nord”. La Parigi-Roubaix accende il calendario del ciclismo internazionale con una delle prove più dure e imprevedibili della stagione, tra pavé, polvere e settori storici che possono ribaltare la corsa in ogni momento.
Alla vigilia della partenza, il nome da battere è ancora una volta quello di Mathieu van der Poel. Il neerlandese si presenta come principale favorito, forte della sua capacità di fare la differenza sui tratti in pavé e di gestire alla perfezione le fasi più caotiche della corsa.
Alle sue spalle, però, la concorrenza è di altissimo livello. Grande attesa per Tadej Pogacar, chiamato a completare la sua personale caccia alle Monumento anche su un terreno estremamente selettivo come quello del Nord della Francia. Lo sloveno rappresenta la variabile più imprevedibile: se riuscirà a reggere i settori più duri, può puntare alla vittoria.
Tra gli outsider più accreditati c’è anche Filippo Ganna, che con la sua potenza e la sua capacità di tenere ritmi elevati su lunghi tratti può essere protagonista nelle fasi decisive, soprattutto in caso di corsa selettiva.
Attenzione anche a Wout van Aert, corridore completo e spesso tra i grandi protagonisti delle Classiche del Nord, e a Mads Pedersen, in ottima condizione e sempre pericoloso nelle gare di un giorno.
La Parigi-Roubaix resta però una corsa senza certezze: forature, cadute e ventagli possono cambiare completamente il copione in pochi chilometri. È questa la sua natura, quella che la rende una delle gare più affascinanti e spietate del ciclismo mondiale.
Oggi, più che mai, la differenza tra trionfo e sconfitta passerà dai dettagli.


