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Milano, festini con escort e calciatori di Serie A e un pilota di Formula 1 : smascherato un sistema di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione
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Milano, festini con escort e calciatori di Serie A e un pilota di Formula 1 : smascherato un sistema di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione

MILANO – Un’inchiesta della Procura di Milano ha portato alla luce un sistema illecito che coinvolgeva calciatori di Serie A, piloti di Formula 1 e imprenditori della movida milanese, tutti legati a una rete di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’industria del sesso.

Al centro dell’operazione, una coppia di coniugi, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, insieme a due collaboratori, tutti finiti agli arresti domiciliari, accusati di associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

L’inchiesta è stata avviata grazie alla denuncia di una giovane donna, che ha raccontato la sua esperienza all’interno di un sistema che gestiva eventi mondani con escort in locali di lusso di Milano. Le feste, organizzate quasi ogni sera, avevano come protagonisti calciatori, imprenditori e altre figure di alto profilo. La coppia operava attraverso una società con sede a Cinisello Balsamo, ma le loro attività si estendevano anche nel centro della capitale meneghina.

Il meccanismo delle feste a pagamento

Le serate venivano pubblicizzate su Instagram e, tra i vari “eventi mondani”, emergevano festini esclusivi con il servizio di escort a pagamento. I clienti pagavano cifre da migliaia di euro per partecipare a questi eventi, che includevano anche l’uso di gas esilarante contenuto in palloncini, una sostanza che non veniva rilevata dai test antidoping. Le ragazze coinvolte, che avevano un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, erano pagate in base alla loro partecipazione agli eventi, con compensi variabili che potevano arrivare fino a 100 euro per serata. Tuttavia, il guadagno maggiore spettava agli organizzatori, che trattenevano una percentuale del 50% dei proventi.

Nonostante l’apparente “lusso” dei locali e dei post-serata in hotel a cinque stelle, dietro alle feste si nascondeva un sistema di sfruttamento. Una delle ragazze ha raccontato di essere costretta a pagare l’affitto per una stanza nell’edificio dove aveva sede l’agenzia, e di come la maggior parte dei proventi fosse trattenuta dai responsabili, lasciando loro solo una piccola parte.

Il coinvolgimento dei calciatori di Serie A

Il coinvolgimento di calciatori di alto livello ha suscitato particolare scalpore. Secondo l’inchiesta, circa 70 giocatori delle principali squadre di Serie A, tra cui Milan, Inter, Juventus, Sassuolo e Verona, sono stati invitati alle feste, seppur non tutti accusati di aver usufruito dei “servizi” offerti. Tra i nomi coinvolti, però, non sono stati resi noti dettagli specifici, poiché non si è accertato che i calciatori stessi abbiano partecipato a attività illecite.

Ciò che emerge è un ambiente che mescola il lusso, la ricchezza e la corruzione, in cui alcune delle figure più influenti della società sembrano aver preso parte a questi festini esclusivi. È emerso anche che, durante il lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19, questi eventi continuavano ad essere organizzati, aggirando le restrizioni sanitarie e approfittando delle difficoltà globali.

Le testimonianze delle vittime e gli arresti

Una delle testimonianze chiave proviene da una ragazza che ha deciso di denunciare la situazione dopo aver vissuto a Cinisello Balsamo per circa quattro anni. La giovane ha raccontato che le ragazze coinvolte nell’attività erano spesso reclutate tramite i social media con annunci che cercavano persone con “spiccata abilità nelle pubbliche relazioni”. Molte di queste giovani, provenienti da diversi Paesi, erano costrette a prostituirsi per pochi soldi e a vivere in condizioni precarie.

Le intercettazioni della polizia hanno rivelato anche altri dettagli inquietanti, come una ragazza che racconta come, grazie ad alcune commissioni, riusciva a guadagnare un po’ di più. In un caso, una giovane avrebbe guadagnato 400 euro solo per aver fatto “prenotare un tavolo” da un calciatore che spese tremila euro in una notte. Questi guadagni, tuttavia, sono solo una piccola parte dei profitti generati dal sistema, che includeva anche il pagamento di costi aggiuntivi, come l’affitto delle camere.

I sequestri e le indagini in corso

La Guardia di Finanza ha sequestrato preventivamente circa 1,2 milioni di euro derivanti dalle attività illecite degli organizzatori. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero portare a nuove scoperte in merito alla rete di sfruttamento che gestiva questi eventi. Al momento, non sono stati identificati altri coinvolti direttamente nelle attività di prostituzione, ma l’inchiesta continua a focalizzarsi sulle modalità con cui il sistema operava, cercando di tracciare tutti i responsabili e le figure legate a questa rete criminale. Lo appende l’Ansa da fonti ufficiali.


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