Roma, 3 aprile 2026 – Il calcio italiano entra in una nuova fase di transizione. Gabriele Gravina ha rassegnato ufficialmente le dimissioni da presidente della FIGC, aprendo la strada a una campagna elettorale che culminerà con l’assemblea elettiva del 22 giugno 2026.
La decisione, comunicata dopo mesi di pressioni e tensioni, arriva a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026, episodio che ha scosso tifosi e istituzioni.
«È arrivato il momento di fare un passo indietro per il bene del calcio italiano», ha dichiarato Gravina in una nota ufficiale. Con la sua uscita di scena, le società e le componenti federali si preparano a scegliere un nuovo presidente che possa guidare la FIGC verso un rilancio generale.
Chi sono i candidati?
Il “totocandidati” si muove tra nomi storici e figure istituzionali del mondo dello sport. Tra i papabili, spicca Gianni Rivera, leggenda del Milan e primo italiano a vincere il Pallobe d’Oro , che avrebbe manifestato l’intenzione di candidarsi, puntando su sviluppo dei giovani talenti e innovazione tecnica. La sua candidatura rappresenterebbe un segnale di cambiamento, con un volto storico del calcio italiano al timone della federazione.

(Gianni Rivera)
Altri nomi forti sono quelli di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, e Giancarlo Abete, già presidente FIGC dal 2007 al 2014. Tra le possibili sorprese figurano anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, ex centrocampista della Nazionale e dirigente sportivo apprezzato.

(Malagò – Abete)

(Matteo Marani)

Fanno discutere anche ipotesi legate ad altri ex calciatori e dirigenti, ma al momento nessun altro nome ha confermato ufficialmente la candidatura.
Le regole del voto
Le candidature dovranno essere presentate entro metà maggio, con programma ufficiale e accreditamento presso la FIGC. I delegati delle varie componenti — Leghe professionistiche, Lega Nazionale Dilettanti, Associazione Italiana Calciatori e Associazione Allenatori — voteranno con un sistema ponderato in base alla rappresentanza.
L’obiettivo dichiarato dai papabili è rilanciare il calcio italiano, intervenendo su vivai, campionati, gestione dei giovani talenti e competitività internazionale, dopo anni segnati da risultati deludenti e scandali minori.
Prospettive
Il nuovo presidente dovrà affrontare scelte delicate e strategiche, con l’attenzione costante dei tifosi e dei media. La FIGC, sotto nuova guida, è chiamata a un rilancio ambizioso: riforme strutturali, attenzione al settore giovanile e una nuova strategia internazionale.
Con Gravina che si è ritirato dalla scena, il calcio italiano si trova a un bivio. L’elezione del 22 giugno determinerà la leadership di un movimento che punta a ritrovare prestigio e competitività a livello mondiale.
Rosario Murro

