Tensione crescente attorno a Urbano Cairo, presidente del Torino . Negli ultimi giorni sono comparse scritte e messaggi intimidatori tra la città di Torino e alcuni centri del Monferrato legati alla storia familiare del patron granata.
Le scritte nei paesi d’origine
Gli episodi più gravi sono stati segnalati a Masio, paese d’origine della famiglia Cairo, e nella vicina Quattordio.
Qui ignoti hanno imbrattato muri, cartelli stradali e spazi pubblici con frasi offensive e minacce rivolte al presidente del Torino. Alcuni messaggi contenevano anche riferimenti ai genitori dell’imprenditore, con toni particolarmente pesanti scritti all’ingresso del cimitero del paese. Secondo quanto riportato dalle cronache locali, non si tratta del primo episodio: situazioni simili si sarebbero già verificate nei mesi precedenti. Il sindaco di Masio ha annunciato l’intenzione di presentare denuncia ai carabinieri.
La contestazione dei tifosi a Torino
Il clima di tensione è legato anche alla contestazione di una parte della tifoseria granata. Nelle settimane precedenti alcuni gruppi ultras avevano affisso diversi striscioni in città con scritte contro la proprietà del club e con l’invito a vendere la società.
Gli striscioni sono comparsi in varie zone della città, tra cui il centro e l’area dello stadio, e sono stati rimossi dalle forze dell’ordine.
La reazione di Cairo
Fonti locali riferiscono che Cairo si è detto dispiaciuto per quanto accaduto nei paesi del Monferrato e ha espresso la disponibilità a farsi carico delle spese per la pulizia delle scritte vandaliche. Gli episodi segnano un ulteriore passo nella frattura tra una parte della tifoseria e la proprietà del club, ma l’escalation delle intimidazioni — soprattutto quelle che colpiscono luoghi legati alla famiglia — ha suscitato preoccupazione e condanna a livello locale.


