(Alberto Sigona) – Si chiude per l’Italia una grandiosa Olimpiade da record: 10 Ori e 30 medaglie!
I possenti risultati ottenuti in queste Olimpiadi invernali da noi ospitate ci hanno permesso di riconfermarci tra le super potenze dello sport, evidenziando ancora una volta una versatilità con pochi eguali nel palcoscenico globale
Le Olimpiadi di Milano & Cortina d’Ampezzo per l’Italia si pongono in antitesi ad ogni aspettativa. I dieci Ori e le trenta medaglie complessive rappresentano un eminente gruzzolo di allori su cui sostanzialmente quasi nessuno avrebbe scommesso alla vigilia della kermesse invernale a cinque cerchi, se non per il puro gusto di sfidare la sorte. I record di podi invernali stabiliti a Lillehammer 1994 – in cui pareva che si fosse lambito il vertice delle nostre possibilità – sembravano francamente inavvicinabili, eppure in questa edizione sono stati letteralmente disintegrati da una sequela di prestazioni sontuose sfoderate da una delegazione superlativa arrivata a questi Giochi sì con notevoli aneliti ma non al punto da far sperare un’eccellenza di tali proporzioni inaudite. Per un evento che sotto certi aspetti, contestualizzandolo in un’epoca di competitività esasperata tra le Nazioni (in cui svettare è molto più difficile rispetto a qualche decennio fa), fatti i dovuti raffronti e le dovute proporzioni, potremmo ritenere la migliore espressione sportiva italiana di tutti i tempi, ovvero, detto in parole semplici, l’evento in cui, più di tanti altri, siamo riusciti ad esprimere al meglio tutto il nostro potenziale. I possenti risultati ottenuti in queste terze Olimpiadi invernali da noi ospitate (dopo quelle del 1956 e del 2006) ci hanno permesso di attestarci, e riconfermarci, tra le super potenze dello sport, evidenziando ancora una volta una versatilità con pochi eguali nel palcoscenico globale. Una poliedricità che anche a Milano & Cortina ci ha consentito di ottenere successi in quasi ogni disciplina, ben 10 (secondi in questo ai soli USA, 11), dallo Sci Alpino allo Sci Nordico, dal Biathlon allo Short track… dando vita ad una straordinaria Olimpiade che ribadisce a chiare lettere la grande scalata ai vertici internazionali che ha fatto registrare negli ultimi decenni la nostra Nazione, tra i pochissimi Paesi al Mondo, assieme a giganti come USA, Germania e Francia, a poter vantare – come testimoniano le varie graduatorie meritorie – una grandissima competitività di lungo corso in ogni settore agonistico, che ormai si protrae da molte decadi, e che coinvolge sia gli sport estivi, sia gli sport invernali. In questi Giochi ci siamo collocati addirittura al 4° posto nel medagliere, eguagliando il miglior piazzamento stabilito in due occasioni, a Grenoble 1968 e Lillehammer 1994, ponendoci ad un tiro di schioppo dai colossi degli Stati Uniti, mettendo la prua davanti a titani della neve e del ghiaccio come tedeschi, svizzeri, svedesi, austriaci e canadesi. Un bottino semplicemente fantastico a cui hanno contribuito sia atleti di chiara fama in cerca di consacrazione o che magari erano alla ricerca dell’assolo ideale che gli permettesse di chiudere in bellezza la propria traiettoria agonistica, sia atleti per certi versi emergenti, o che comunque, per via della giovane età, malgrado qualche vittoria autorevole avevano avuto rare opportunità di emergere a certe prestigiose latitudini. O atleti sì vincenti ma che, praticando discipline poco note al grande pubblico (penso ad esempio allo Short track o allo Skicross), non avevano ancora goduto della meritata popolarità.
LA CLASSE NON HA ETA’
Fra coloro che qui hanno trovato la definitiva ed esaltante consacrazione, indorando la propria figura, c’è sicuramente la sciatrice Federica Brignone, che nell’Alpino ha finalmente abbrancato, quasi al calar della sera di una carriera già portentosa, quegli Ori Olimpici che per vari motivi sino ad ora le erano sempre sfuggiti. L’impresa di rimediare all’unico ammanco del suo sfarzoso palmares, impreziosendolo con le gemme più pregiate, l’è riuscita alla veneranda età di 35 anni ed oltre 200 giorni (la più anziana all time a trionfare ai Giochi in codesta disciplina), e, cosa ancor più sensazionale, dopo essere appena rientrata alle gare, al termine di una lunghissima convalescenza dovuta ad un grave infortunio che nel 2025 aveva rischiato di porre in soffitta il suo percorso professionale. Un epilogo da mito dello sport italico, rappresentato pure in tal caso da 2 Ori, che quasi fuori tempo massimo è riuscito a cogliere anche la sua coetanea Francesca Lollobrigida, che nel Pattinaggio di velocità, avvalendosi di prestazioni sontuose, ha conseguito quei successi che nel volgere di pochi giorni le hanno permesso di transitare dalle retrovie della cronaca alla leggenda nostrana, ed il tutto a pochi mesi dalla maternità… Che la classe stenta a rimanere circoscritta in ristretti limiti anagrafici lo ha dimostrato anche la sempre verde e mai doma Arianna Fontana, che alle stessa età è stata in grado, nello Short track, di ergersi davanti a tutti fra i pluridecorati olimpici azzurri di ogni epoca, agguantando l’inarrivabile quota 14 medaglie, sorpassando un mostro sacro come Edoardo Mangiarotti (schermidore in voga dagli Anni ’40 ai ’60 del Novecento). Col terzo Oro olimpico in carriera (conseguito nella Staffetta mista 2000 metri; gli altri li aveva racimolati nel 2018 e nel 2022, sempre in prove individuali), tra l’altro, si è issata al 1° posto tra i plurivittoriosi invernali di casa nostra, affiancando due ciclopi come lo sciatore Alberto Tomba e la sciatrice Deborah Compagnoni. Ma fra i protagonisti italiani è doveroso citare a caratteri cubitali anche Lisa Vittozzi – a quanto pare le donne azzurre in questi Giochi si sono prese gran parte della scena – che ci ha regalato il primo Titolo della storia nel Biathlon. Primo storico Oro che è stato conquistato anche nello Skicross, grazie alle performance magistrali di Simone Deromedis, che ha preceduto sul podio Federico Tomasoni, per una mirabile doppietta che rimarrà negli annali, e che è stata un po’ l’emblema della nostra monumentale Olimpiade, in cui l’imprevedibile è diventato realtà ed il presumibile ha assunto proporzioni ancor più imponenti di quelle immaginate.
Un’Olimpiade che ha visto l’Italia riscuotere un successo ad ampio spettro che va oltre gli encomiabili risultati agonistici. I Giochi di Milano Cortina, infatti, saranno per noi ricordati non solo per le vittorie sui campi di gara ma anche per l’impeccabile organizzazione, che per il Bel Paese ha certamente rappresentato un valido modello di efficienza nonché un gran motivo d’orgoglio, consentendoci di offrire un’immagine moderna e affidabile agli occhi del Mondo che riecheggerà nel lungo periodo, con tutti i risvolti positivi che ciò potrà avere, anche in ambito economico. Insomma, quando si ospitano le Olimpiadi, e le si ospitano bene, a vincere non sono soltanto gli atleti o le federazioni, ma è tutto il Paese…
