Nel corso della sesta edizione del Merger & Acquisition Summit 2026, organizzato da Il Sole 24 Ore presso Palazzo Giureconsulti, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha offerto una fotografia articolata dello stato del calcio italiano, evidenziandone al tempo stesso attrattività e criticità in un contesto globale sempre più competitivo e finanziarizzato.
Secondo Simonelli, il fatto che la maggioranza dei club di Serie A sia oggi controllata da fondi stranieri, con una presenza significativa di investitori internazionali anche in Serie B, rappresenta una prova concreta di quanto il sistema calcistico italiano continui a esercitare fascino sui grandi capitali, nonostante le critiche e le difficoltà legate ai risultati sportivi, in particolare quelli della Nazionale. Tuttavia, il presidente ha espresso il desiderio di vedere una maggiore partecipazione di imprenditori italiani, richiamando una tradizione storica che ha visto protagoniste famiglie come gli Agnelli, i Berlusconi e i Moratti, capaci di contribuire in maniera determinante al prestigio del calcio nazionale.
L’analisi sugli aspetti economici e strutturali, Simonelli ha evidenziato come, pur essendo attrattiva, la Serie A sconti ancora ritardi significativi rispetto ai principali campionati europei, soprattutto sul fronte delle infrastrutture e dei ricavi, citando il divario tra club italiani come AC Milan e Inter, con incassi annui da stadio intorno ai 70 milioni, e realtà come il Real Madrid, capace di raggiungere i 350 milioni, una differenza che si riflette inevitabilmente sulla competitività sportiva e sulla capacità di attrarre talenti di alto livello. Anche sul fronte dei diritti televisivi, pur a fronte di buoni risultati sul mercato nazionale, permane un ritardo nella commercializzazione internazionale, ambito nel quale la Lega sta valutando nuove strategie, inclusa la possibile creazione di una media company dedicata ai diritti esteri con il coinvolgimento di partner finanziari, un progetto ancora in fase embrionale ma che testimonia la volontà di non lasciare inesplorate opportunità di crescita.
In questo contesto, Simonelli ha sottolineato come eventuali investimenti da parte di fondi, se ben strutturati e limitati a veicoli dedicati senza impatti sulla governance, potrebbero generare benefici diffusi per l’intero sistema. Tra le criticità emerse figura anche la gestione degli orari delle partite in funzione dei mercati internazionali, con particolare riferimento all’Asia, dove il fuso orario penalizza la fruizione degli incontri serali italiani, suggerendo la possibilità di anticipi strategici per massimizzare l’audience globale. Infine, il presidente ha richiamato l’attenzione su problemi strutturali di lungo periodo, come la limitata base di calciatori selezionabili per la Nazionale rispetto a Paesi come la Spagna e le carenze infrastrutturali, soprattutto nel Sud Italia, che ostacolano lo sviluppo dei talenti, indicando chiaramente come il rilancio del calcio italiano passi non solo da strategie finanziarie e commerciali, ma anche da investimenti profondi e sistemici nella formazione e nelle strutture.
Sul piano istituzionale, Simonelli ha sottolineato come la candidatura di Giovanni Malagò alla guida della FIGC abbia raccolto un consenso trasversale tra le varie componenti del sistema, interpretando questo allineamento come un segnale positivo della validità della scelta inizialmente espressa dai club di Serie A.
Dal punto di vista sportivo, il presidente ha riconosciuto i meriti dell’Inter per la conquista dello Scudetto, definendo il successo pienamente meritato e frutto di una continuità ai vertici che ha caratterizzato il club negli ultimi anni, anche in ambito europeo, dove le recenti finali di Champions League hanno contribuito a mantenere alta la reputazione internazionale del calcio italiano, nonostante una stagione continentale meno brillante nel suo complesso.

