La passione per la «Beneamata» nei ricordi di due grandi giornalisti
“Romanzo Inter” è una cavalcata attraverso le grandi partite, le emozioni e i fuoriclasse che negli anni hanno indossato la maglia nerazzurra.
Il tutto attraverso uno scambio epistolare tra i due autori
«Essere interisti è una continua sofferenza.
Però negli ultimi anni ci siamo tolti un bel po’ di soddisfazioni»
“Se uno ha la fortuna di nascere e restare interista capisce il senso della vita, che è sofferenza”. Non ha dubbi Michele Brambilla, ex direttore della Gazzetta di Parma e di QN, grande penna della politica e della cronaca giudiziaria. E soprattutto tifosissimo dell’Inter fin da ragazzo. Con l’amico e collega Leo Turrini, anche lui firma conosciutissima del Carlino, volto di Sky e non solo, ripercorre tutti i fasti della squadra che fu di Helenio Herrera. Dagli scudetti più inattesi alla gioia di vedere in campo Mariolino Corso, il piede di Dio, Roberto Boninsegna Bonimba. E ancora: il gioco di Sandro Mazzola, Giacinto Facchetti, le gesta di Roberto Baggio e il Fenomeno Ronaldo. E, vista la premessa, anche le grandi delusioni della squadra più pazza – come recita anche il suo inno – della serie A. Una cavalcata nella storia della “Beneamata” attraverso uno scambio di lettere tra i due autori.
Michele Brambilla e Leo Turrini scendono in campo per i propri colori calcistici sfoderando ricordi e aneddoti e aprendo i loro archivi, zeppi di ritagli di giornale e immagini, rigorosamente in nerazzurro. Ne nasce un libro appassionante e avvincente, da leggere tutto d’un fiato, anche se interisti non si è. “Romanzo Inter” è la fotografia di un grande e profondo amore dei due giornalisti per il club nerazzurro, come sottolinea Massimo Moratti nella prefazione. E come tutte le grandi storie d’amore, anche quella con la maglia nerazzurra è tormentata. Perché, confessa ancora Leo Turrini, “se sei interista fin da bambino, sai che nessuno ti regalerà niente. È più frequente la sconfitta della vittoria, ma quando arriva è una gioia immensa”. In fondo, aggiunge, “essere interista è una categoria della spirito”.
Il libro, manco a dirlo, si apre proprio con una sconfitta, recente e bruciante, quella di Istanbul, contro il “magnifico e miliardario” Manchester City di Pep Guardiola che si è aggiudicato la Champions League. Una sconfitta che però dimostra come “l’Inter di Milano sia tornata”, assicura Brambilla.
“È vero, per carità: lo Zanetti del Bernabeu non ha trovato un erede, tredici anni dopo”, replica Turrini. Ma “una sconfitta gloriosa può valere, ancora e sempre, più di qualunque successo taroccato”, fa notare. Nel libro non manca una punta di rammarico, nelle parole di Brambilla, per non aver potuto vedere dal vivo l’Inter regina dei due mondi, nel lontano giugno del 1965 perché “eravamo troppo piccoli”, scrive.
Ma poi è arrivata l’Inter del Mago Herrera, grande motivatore e capace di “caricare a palla” i suoi giocatori. Per Brambilla era un “mentitore spudorato” ed era insofferente a due campioni della Grande Inter come Armando Picchi e Mari Corso. “Ogni estate consegnava a Moratti la lista dei giocatori da vendere: Picchi e Corso, di quella lista, erano sempre i primi due”, ricorda il giornalista. Moratti però non li vendeva mai.
Mazzola, invece, “per me è l’Alfa e l’omega della mia passione nerazzurra”, scrive Turrini e Brambilla replica con Bersellini, l’allenatore che è stato in grado di riempire di nuovo la bacheca di trofei. E ancora: Trappattoni che amava dire: “uno scudetto vinto con la Beneamata ne vale cinque con la Vecchia Signora”. E Giacinto Fachetti, o “’Giacinto il Mago’ come amava chiamarlo Gianni Brera”.
Nell’Olimpo dell’Inter, c’è anche il Fenomeno, Ronaldo, che per Brambilla era “più grande di Pelé e di Maradona”. Infine, un ricordo speciale va all’avvocato Peppino Prisco, a cui il volume è dedicato. Vicepresidente dell’Inter dal 1963 al dicembre 2021. Per Brambilla “valeva ben più di un top player, anche se non ha mai calcato un campo da gioco”.
*****
GLI AUTORI
Michele Brambilla (1958) giornalista, scrive per “La Repubblica”, “HuffPost” e “Oggi”. Prima aveva lavorato al “Corriere della Sera” (1985-2002), diretto il quotidiano “La Provincia di Como” (2002-2006), era stato vicedirettore di “Libero” (maggio-novembre 2006) e del “Giornale” (2007 e 2008), quindi inviato e poi vicedirettore de “La Stampa” (2009-2015), direttore de “La Gazzetta di Parma” (da fine 2015 a inizio 2019) e infine direttore del “Quotidiano Nazionale” e del “Resto del Carlino” (dal 2019 al luglio 2022). È laureato in Storia Contemporanea. Ha scritto una decina di libri. Il Comune di Milano l’ha premiato con l’Ambrogino d’oro nel 2007. I luoghi amati: Milano, Luino, Bologna. La squadra amata è nota.
Leo Turrini è nato nel 1960. Da allora ha vinto con l’Inter 12 scudetti e 3 Coppe dei Campioni. Nel tempo libero ha scritto milioni di articoli per “Il Resto del Carlino”, “La Nazione” e “Il Giorno”. Opinionista di Sky e di Radio 24, ha dedicato libri a Enzo Ferrari, Gino Bartali, Michael Schumacher, Lucio Battisti, Marco Pantani, Ayrton Senna e la famiglia Panini, immeritatamente ricevendo numerosi premi. In casa pensano che il suo sangue sia nerazzurro. Per fortuna, hanno ragione.
*****
CARATTERISTICHE TECNICHE
| ISBN: | 9788833245522 |
| Genere: | Sport – Narrativa |
| Illustrazioni: | A colori e in BN |
| Prefazione di: | Massimo Moratti |
| Postfazione di: | Roberto Boninsegna |
| Data di uscita: | Settembre 2023 |
| Formato: | 14 x 21 cm |
| Pagine: | 288 pp + Copertina cartonata con sovraccoperta |
| Lingua: | Italiano |
| Prezzo: | € 20,00 |


