Scoppia il caso nel mondo arbitrale italiano e l’Associazione Italiana Arbitri prova a fare ordine. In una nota ufficiale diffusa nella mattinata del 27 aprile, l’AIA esprime “rammarico” per quanto emerso dagli organi di stampa in merito alla vicenda che coinvolge il designatore della CAN A e B, Gianluca Rocchi, e il componente Andrea Gervasoni.
Il tono è istituzionale, ma il momento è delicato. Il Comitato Nazionale, riunito in giornata, è chiamato a prendere decisioni operative per garantire la continuità tecnica della Commissione, evitando ricadute sull’organizzazione delle designazioni arbitrali nei campionati di Serie A e Serie B.
La posizione dell’AIA: “Abbiamo trasmesso tutto subito”
Nel comunicato, l’Associazione rivendica la correttezza del proprio operato. Il presidente Antonio Zappi, si legge nella nota, una volta ricevuto l’esposto presentato da Domenico Rocca, ha disposto “immediatamente” l’invio della documentazione alla Procura Federale della FIGC. Un passaggio chiave, che secondo l’AIA dimostra la volontà di trasparenza e collaborazione con gli organi di giustizia sportiva.
Non solo: l’Associazione sottolinea anche che il procedimento è stato successivamente archiviato in ambito sportivo, elemento che contribuisce a ridimensionare, almeno formalmente, la portata disciplinare del caso.
Le nuove regole e il ruolo dei supervisori
Nel tentativo di rafforzare il quadro di controllo e valutazione, l’AIA richiama inoltre il nuovo regolamento tecnico entrato in vigore il 1° luglio 2025. Tra le novità più rilevanti, la possibilità per il Responsabile della CAN di nominare, per ogni turno di gara, un supervisore incaricato di effettuare un debriefing tecnico post-partita e redigere una relazione sull’operato arbitrale.
Uno strumento pensato per aumentare il monitoraggio interno e migliorare la qualità delle prestazioni, in un contesto in cui l’uso del VAR e la crescente attenzione mediatica rendono ogni decisione arbitrale sempre più sotto la lente.
Un sistema sotto pressione
Il caso arriva in un momento già complesso per il sistema arbitrale italiano, spesso al centro di polemiche e critiche. L’obiettivo dell’AIA è ora quello di contenere l’impatto mediatico della vicenda e assicurare stabilità operativa.
Le prossime decisioni del Comitato Nazionale saranno decisive per capire se la linea sarà quella della continuità o se verranno adottati provvedimenti più incisivi. Nel frattempo, il “terremoto arbitrale” continua a far discutere, dentro e fuori dal campo.


