Il terremoto che ha copito il calcio Italiano sta travolgendo i tutto il sistema a seguito dell’ l’inchiesta che coinvolge l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, continua a tenere alta l’attenzione. Le accuse di concorso in frode sportiva, per ora solo ipotesi, hanno scatenato reazioni nel mondo calcistico e nella politica. Ma Fabio Capello, una delle figure più rispettate del calcio italiano, ha invitato alla prudenza e a non saltare a conclusioni affrettate. In una lunga intervista al Corriere della Sera, l’ex allenatore di Roma, Milan e Juventus ha sottolineato la necessità di un approccio più misurato e ha espresso dubbi su soluzioni drastiche come il commissariamento della Figc.
“Non Anticipiamo Sentenze”
Il tema centrale dell’intervista è proprio la cautela. Capello, con grande esperienza, ha richiamato alla responsabilità: “Vorrei essere prudente, perché l’ex designatore è solo indagato. Aspettiamo a trarre conclusioni affrettate”, ha dichiarato. Le accuse a Rocchi sono serie, ma Capello invita a non fare passi affrettati, specialmente quando il processo non è nemmeno iniziato. “Il processo non è ancora iniziato. Non siamo arrivati neanche al rinvio a giudizio su un singolo, e sembra che debba crollare il sistema calcio”, ha continuato, facendo notare che l’inchiesta è ancora nelle fasi preliminari. L’ex allenatore è convinto che l’eventuale verità possa essere diversa da quella che si sta insinuando nell’opinione pubblica, ed è ottimista che la giustizia farà il suo corso senza dover ricorrere a sentenze affrettate.
L’Incubo di un Nuovo “Calciopoli”
Capello, che ha vissuto in prima persona il trauma di Calciopoli nel 2006, ha espresso preoccupazione per l’immagine del calcio italiano. Il rischio di un altro scandalo simile è qualcosa che nessuno vuole affrontare. “Pensare a un nuovo illecito, dopo Calciopoli, sarebbe grave”, ha dichiarato senza mezzi termini. Il calcio italiano, che già fatica a rimanere competitivo a livello internazionale, rischia di trovarsi di nuovo al centro di un ciclone che ne minerebbe la credibilità. “Già a livello sportivo-agonistico abbiamo commesso errori così gravi che non ci siamo qualificati al Mondiale per la terza edizione consecutiva”, ha aggiunto, facendo riferimento ai recenti fallimenti della Nazionale. Una nuova crisi potrebbe mettere a rischio ulteriormente l’immagine di un calcio che, invece, ha bisogno di risollevarsi.
Commissariamento: “Non è la Soluzione”
Un altro tema caldo è il possibile commissariamento della Figc, ipotesi che ha fatto capolino in questi giorni, soprattutto in seguito alle difficoltà di gestione della situazione. Tuttavia, Capello si dice contrario a questa opzione. “Sono dubbioso che un commissario sia la panacea di tutti i mali. Si perderebbe un sacco di tempo, e le decisioni cruciali verrebbero rinviate”, ha affermato con decisione. Secondo l’ex allenatore, l’Italia ha bisogno di un processo di rinnovamento e di una gestione interna stabile, non di un intervento esterno che rischia di rallentare ulteriormente ogni possibile cambiamento. Capello ha ricordato che il calcio italiano ha già vissuto due commissariamenti, dopo Calciopoli nel 2006 con Guido Rossi e nel 2018 con Roberto Fabbricini. “Non ricordo provvedimenti epocali, insomma i risultati li abbiamo visti…”, ha aggiunto, facendo intendere che il commissariamento non ha portato ai risultati sperati.
Elezioni Federali e Rilancio del Calcio
In un momento così delicato, Capello è convinto che la soluzione passi dalle elezioni federali, che sono già programmate per il prossimo futuro. “Io procederei con le elezioni federali, come da programma, e parallelamente lavorerei a un piano di rilancio del calcio”, ha sottolineato, evidenziando la necessità di non fermarsi. “Il calcio italiano deve guardare avanti”, ha aggiunto, suggerendo che la priorità ora deve essere quella di lavorare su un progetto che coinvolga tutte le componenti del sistema. Un piano che punti a restituire fiducia e trasparenza al movimento, partendo dal rafforzamento della governance e da una riforma profonda del sistema arbitrale.
La Strada per il Rilancio
Per Capello, dunque, il calcio italiano ha bisogno di un progetto che sia condiviso da tutte le sue componenti. “Non dobbiamo rimanere fermi, dobbiamo ripartire con le nostre forze, con un progetto a lungo termine”, ha concluso, sottolineando che il cambiamento deve arrivare dall’interno, senza ricorrere a soluzioni temporanee o interventi esterni che rischiano di compromettere la continuità e la credibilità del sistema.
Conclusioni: Guardare Avanti con Realismo
La crisi del calcio italiano è indubbia, ma secondo Capello il paese ha gli strumenti per superarla senza farsi travolgere dalle polemiche e dai rischi di una gestione affrettata. “Il momento è difficile, ma il calcio italiano ha sempre saputo risollevarsi”, ha dichiarato. La sua speranza è che il caso Rocchi, così come le difficoltà in ambito sportivo, possano essere affrontate con il giusto equilibrio e senza farsi prendere dal panico. “Non dobbiamo perdere la testa”, ha avvertito. Solo con un approccio serio e ponderato, secondo Capello, il calcio italiano può tornare a essere competitivo e credibile sul palcoscenico internazionale.
L’invito di Capello è quindi chiaro: la calma, la razionalità e l’unità sono la chiave per il futuro. E, soprattutto, evitare di abbattere tutto in nome di soluzioni che potrebbero non fare altro che rallentare la ricostruzione. Il calcio italiano ha bisogno di riforme, ma anche di tempo.

