. Quarto posto? Atalanta favorita”
Intervenuto martedi sera, durante Cose di Calcio, in onda su Cusano Italia Tv, l’ex capitano del Napoli Francesco Montervino si è soffermato sulla nuovo corso di Calzona, inaugurato in campionato con la trasferta di Cagliari:“Con grande onestà ho visto soltanto stralci di discreto calcio dopo l’1 a 0 del Napoli. Quando si sono aperti un po’ di spazi il Napoli è arrivato più facilmente al tiro, però poi i troppi errori non hanno giovato e non hanno portato la squadra ai tre punti finali. A prescindere dai goal sbagliati, credo sia inconcepibile vedere degli errori come quelli fatti da Juan Jesus e da tutta la linea difensiva in occasione del goal del pareggio diLuvumbo.Ma la responsabilità principale è stata secondo medi Simeone che non ha fatto pressione sulla ripartenza del Cagliari” e a riguardo ha continuato“L’ultimo che ha una responsabilità secondo me in questa occasione è proprio Meret. Io una responsabilità così al mio portiere non gliela do mai;piuttosto prima la do alla mancata pressione sul portatore di palla da parte dell’attaccantee poi al difensore, soprattutto al 96°non esiste al mondo che io faccio rimbalzare una palla in area: io difensore la spazzo via e non la faccio calciare all’attaccante avversario”.
E sempre sul Napoli ha proseguito dicendo “adesso fa molta fatica.
Era una difesa allenata in una maniera incredibile, che codificava ogni singolo movimento. Quest’anno la squadra, soprattutto per i cinque mesi di Garcia, sembrava una squadra che non avesse più una politica, una linea, una organizzazione, un ordine. Non a caso in tutte le recenti conferenze Calzona parla di ordine e devo dire, per quanto quella con il Cagliari sia stata una partita noiosa, è stata comunque una gara-dal punto di vista dell’ordine e della ricerca- leggermente migliore rispetto alle ultime viste. È una squadra forte che ha tanti giocatori di qualità ma che hanno bisogno tutti di una codifica ben precisa, perché non c’è il fuoriclasse di turno che te la risolve da solo e non ci sono leader che te la risolvono prendendo in mano la situazione in campo. Il Napoli –ha proseguito Francesco Montervino- era una squadra armoniosa, che lavorava di organizzazione totale, quest’anno invece questa organizzazione è mancata completamente. Garcia ereditava una squadra che era uno spettacolo a vederla, quindi non era proprio facilissimo fare così male come ha fatto lui. Poi chiaramente chi è arrivato dopo di lui ha dovuto invece raccogliere i cocci. La verità è che si deve dare la giusta importanza al lavoro che è stato fatto da Spalletti l’anno scorso, e nel mercato da Giuntoli:meriti che non possono essere tolti a queste persone. Probabilmente De Laurentis ha pensato quest’anno che si potesse in qualche modo fare a meno di due personeggi così bravi dal punto di vista tecnico e sostituirli con altri. Ma non è così. Quello che è successo quest’anno al Napoli insegna che ci sono delle competenze che vanno rispettate e quelle di Cristiano Giuntoli e di Luciano Spalletti sono due competenze di un’importanza straordinaria”. E ha ribadito “il rapporto tra il direttore sportivo e il calciatore è importante, ma lo è soprattutto quello con l’allenatore perché,circa alcune dinamiche tecniche, la persona che vede qualcosa da fuori è diversa rispetto a quella che la vede da dentro. Molto spesso queste due figure devono lavorare in simbiosi, e invece oggi la figura del direttore è diventata troppo superficiale, perché tanti presidenti pensano di poter avere la competenza tecnica per poter dire chi sono i calciatori da prendere o quanto è il budget da poter spendere per determinati calciatori”. E su De Laurentis dice
“bisogna riconoscergli sicuramente delle competenze mostruose sotto il punto di vista imprenditoriale e strategico. L’allenatore a Napoli lo ha sempre scelto lui, forse l’unico che non ha scelto è stato Gattuso, ma per il resto sono state tutte sue intuizioni. Però il problema è che oggi l’intervento di De Laurentis avviene anche sulla scelta del calciatore”.
Quali gli obiettivi del Milan e quale sarà la rosa del Napoli del prossimo anno? “Dipenderà molto dalle eventuali qualificazioni alle coppe europee. Se il Napoli dovesse lottare per l’Europa League allora potrebbe avere un senso la cessione di Osimhen e quindi colmare la perdita dalla mancata qualificazione in Champions che saranno quasi 100milioni di euro, e iniziare un nuovo percorso con l’acquisto di determinati calciatori che sono stati sempre valorizzati dal Napoli. È chiaro che la partenza di Zielinski comporta secondo me una perdita molto grossa, poi perderlo a zero onestamente per me è stato deleterio”. E ha aggiunto “oggi si inizia un percorso di cambiamento con l’arrivo in prestito con diritto di riscatto di Traorè e quindi si valuta questo giocatore. Ma credo che molto dipenderà da quella che sarà un’eventuale qualificazione alle coppe europee. Se dovesse mancare la qualificazione all’Europa League, io credo che per il Napoli si potrebbe intravedere un percorso di cambiamento totale, dove a partire non sarà soltanto Osimhen ma tanti altri calciatori, per cercare di ricostruire completamente la squadra”. E precisa “io faccio parte di quella schiera che non si vorrebbe accontentare di uno scudetto ogni 33 anni, ma vorrei che si iniziasse un percorso duraturo e vincente in un ciclo di almeno 7-8-10 anni consecutivi”. Infine, sugli obiettivi per questa stagione “spero almeno la qualificazione in Europa League e il passaggio di turnocon il Barcellona”, ha chiosato sulla squadra azzurra l’ex capitano del Napoli, Francesco Montervino.
“L’Atalanta secondo me è la squadra che in qualche modo più del Bologna, della Roma, del Napoli e della Lazio sta meritando di arrivare a un livello importante per la qualificazione alla Champions”, il pensiero dello stesso Montervino sulla corsa al quarto posto: “L’Atalanta è una di quelle squadre che può lottare per qualcosa di importante, quindi ormai non è più una sorpresa. Diciamo che dopo le squadre big viene assolutamente l’Atalanta e vanno fatti i complimenti alla società, alla squadra, all’ allenatore che puntualmente ogni anno riescono a tirar fuori elementi che poi sono oggetto del mercato di tanti club, anche europei. Onestamente è stata una bella partita-ha proseguito Montervino- si è vista la qualità dei giocatori importanti, Leao su tutti che, quando non ha voglia di danzare soltanto fuori dal campo ma anche in campo, diventa un giocatore che fa veramente la differenza e può essere uno dei top player, sicuramente del campionato italiano, o magari anche europeo”. Sul Milan, in merito principalmente alla partita di giovedì scorso, ha invece dichiarato “per essere determinante anche in Europa, il Milan ha bisogno di giocatori come Leao e come Hernández, non può perciò prescindere dalle loro prestazioni se vuole arrivare in fondo alle competizioni.


