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FIFA, stop alla vendita del Mondiale ai fondi privati: ritirato il progetto dopo le proteste

La FIFA ha deciso di fare marcia indietro sul controverso progetto che prevedeva l’apertura dei diritti commerciali del Mondiale agli investitori

privati. La proposta, che aveva suscitato un’ondata di critiche da parte di federazioni, istituzioni e dirigenti del calcio internazionale, è stata ufficialmente accantonata. Resta invece sul tavolo l’ipotesi di una riorganizzazione interna attraverso una società interamente controllata dalla stessa FIFA.

In una nota ufficiale, la Federazione internazionale ha spiegato che, dopo aver raccolto le opinioni delle confederazioni e delle federazioni affiliate, è emerso come il piano stesse creando profonde divisioni, incompatibili con la missione dell’organizzazione di promuovere l’unità e lo sviluppo del calcio mondiale.

Il progetto prevedeva la nascita di una nuova società incaricata della gestione delle attività commerciali della FIFA, aperta alla partecipazione di fondi d’investimento privati. Un’iniziativa che, per impatto economico e politico, era destinata a ridisegnare gli equilibri del calcio internazionale.

Tra le voci più critiche si è distinta quella di Carlos Cordeiro, consigliere del presidente Gianni Infantino, che ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. In un messaggio pubblicato su LinkedIn, l’ex dirigente ha preso nettamente le distanze dall’iniziativa, definendola dannosa per le federazioni affiliate, per il calcio e per il futuro dello sport.

Le dimissioni di Cordeiro hanno rappresentato un ulteriore segnale del crescente malcontento nei confronti del progetto, già fortemente contestato dall’UEFA e da numerose federazioni nazionali. Anche diverse istituzioni europee e rappresentanti politici avevano espresso perplessità sulla possibilità di affidare ai fondi privati una parte delle competizioni più prestigiose del calcio mondiale.

Secondo indiscrezioni emerse sulla stampa internazionale, la FIFA avrebbe inoltre prospettato alle 211 federazioni affiliate un finanziamento straordinario di 40 milioni di dollari ciascuna, subordinato al sostegno del progetto entro una determinata scadenza. Una ricostruzione che ha alimentato ulteriori polemiche.

Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, sottolineando il clima di forte tensione tra FIFA e UEFA. Il numero uno del calcio italiano aveva evidenziato come il confronto tra le due organizzazioni fosse ormai caratterizzato da una conflittualità senza precedenti, con il rischio di compromettere gli equilibri dell’intero movimento calcistico internazionale.

Di fronte alle crescenti resistenze, la FIFA ha quindi scelto di ritirare definitivamente il progetto, riconoscendo che il piano non avrebbe favorito l’unità del calcio mondiale. Una decisione che chiude, almeno per il momento, il dibattito sull’ingresso dei fondi privati nella gestione commerciale del Mondiale, pur lasciando aperta la possibilità di una futura riorganizzazione sotto il pieno controllo della Federazione.

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