TORINO – Vittoria sì, ma senza sorrisi pieni. Dopo il 2-0 contro il Genoa, Luciano Spalletti si presenta ai microfoni con un’analisi lucida e tutt’altro che soddisfatta della prestazione della sua Juventus.
Il risultato premia i bianconeri, ma il tecnico punta il dito contro il netto calo nella ripresa: “Abbiamo fatto un primo tempo da grande squadra, con qualità e ritmo. Poi però non è possibile abbassarsi così nella seconda parte di gara”, ha dichiarato.
Una partita divisa in due, secondo Spalletti, con una Juve convincente nei primi 45 minuti e troppo fragile nella gestione del vantaggio. Il rischio, infatti, non è mancato: il Genoa ha avuto l’occasione per riaprire il match, episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia dell’incontro.
Ma è soprattutto una frase a fotografare il momento dei bianconeri: “Dopo mesi di lavoro non so ancora quale sia la mia squadra. A volte accettiamo di essere la versione inferiore di noi stessi”.
Parole dure, che evidenziano una mancanza di continuità che continua a preoccupare l’allenatore. Nonostante i tre punti, infatti, la Juventus resta un cantiere aperto, capace di esprimere un calcio di alto livello ma anche di perdere certezze nel giro di pochi minuti.
A rendere meno serena la serata anche alcune situazioni fisiche da valutare nei prossimi giorni, con lo staff medico che monitorerà le condizioni di alcuni giocatori usciti acciaccati.
La vittoria contro il Genoa porta ossigeno alla classifica, ma non cancella i dubbi. Spalletti lo ha detto chiaramente: per ambire in alto servirà una squadra più solida, continua e riconoscibile.


