Sfondo scuro Sfondo chiaro

Winter is coming.Questione di manico di Luca Mencacci

Non ci siamo sbagliati. Domenica prossima si correrà al Mugello e di lì a breve inizierà la calda estate dei motori. Ma l’invero sta arrivando. Sul serio.

Winter is coming è una citazione dalle celebri opere fantasy di George R. R. Martin Cronache del ghiaccio e del fuoco. Per molti più famose con il titolo della serie televisiva Game of Thrones.

Lo slogan ha un significato meno banale di quanto si possa pensare. Parla ossessivamente della presenza di un pericolo esiziale. Qualcosa di definitivo che incombe sul destino di tutti. Ma le sue parole cadono nel vuoto perché rivolte a destinatari in lotta tra di loro per misere ricompense, feudi, proprietà, onore e gloria.

Ed è lo stesso che sta succedendo nel Motomondiale 2024.

Tutti i nostri magnifici campioni appaiono in lotta serrata tra di loro per podi e vittorie, selle e contratti.

C’è chi come Martin (curiosa omonimia), che spera di vincere il mondiale facendo il cyborg, apparentemente inarrestabile. Con il pensiero fisso che la sua Ducati si tinga di rosso.

C’è chi invece come Bagnaia, che continua a pensare con grande spavalderia di potersi confermare campione vincendo solo i Gran Premi della domenica. Salvo poi manifestare tutto il suo nervosismo con un gesto dell’ombrello rivolto ad una curva.

Bastianini, che corre solo per trovare una comoda sella per il futuro. E mostra tutta la sua incazzatura ribellandosi ad una decisione incomprensibile dello Stewards Panel, i commissari di gara diretti da uno che una volta era Freddy Fast, poi divenne Freddy Fat ed ora non sembra manco più Freddy Spencer, due volte campione del mondo classe 500 e la seconda volta anche campione della 250 nello stesso anno.

Aleix Espargaró, che la comodità l’ha già trovata nel salotto di casa della sua famiglia e corre solo per il piacere di farlo. Pedro Acosta, che vuole cadere quante più volte possibile quest’anno, per poter vincerle tutte il prossimo anno.

C’è persino chi corre e non sa neanche perché. Ma visto che c’è, sta lì ed apre il gas. Come gli ex campioni del mondo, Quartararo e Mir, ormai completamente abbandonati a se stessi dalle loro giapponesi.

Per tutti sembra esserci una ragione per aprire il gas, per provare a sorpassarsi e per conquistare una posizione.

Ma l’inverno sta arrivando e ha il nome e cognome di uno che, fregandosene di tutte quelle menate sulle nuove motogp, che appiattiscono le prestazioni dei piloti, ha dimostrato in due fine settimana la differenza semantica tra la parola campione e fenomeno.

Lasciate perdere tutte quelle cazzate del tipo la moto in scia consuma le gomme, la aerodinamica non consente le staccate, l’inerzia riduce la mobilità nelle chicane. Tutte cazzate.

Perché, care amiche e amici, Marc Marquez tra Le Mans e Barcellona, tra Sprint e Gran Premio, ha effettuato 45, leggete sillabando, qua-ran-ta-cin-que sorpassi.

Partendo tredicesimo in Francia ha fatto due volte secondo. Partendo quattordicesimo in Spagna, secondo al sabato e terzo la domenica.

Con una Ducati usata!

Si va beh ci sono state delle cadute, una partenza eccezionale e via dicendo. Tutte chiacchiere. Il drago si è risvegliato ed è ora che i nostri cavalieri si diano una regolata. Pecco molto più di Martin.

Perché quando Marc Marquez deciderà di lavorare anche il venerdì e concedersi una qualifica decente, l’inverno sarà arrivato e lui potrà godersi il meritato riposo guardando i riflessi del focolare domestico sulla nuova coppa del mondo.

Articolo precedente

Serie B finale Play-off andata. Cremonese-Venezia 0-0

Articolo successivo

Europei Under 19 : i convocati dal ct Corradi