PAOLO DE CHIESA RACCONTA LA SUA VITA TRA LA NEVE, IL DOLORE E LA RINASCITA (EDIZIONI MINERVA)
PRIMA PRESENTAZIONE NAZIONALE: GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE ORE 18.45 PRESSO IL CINEMA TEATRO MAGDA OLIVERO || Saluzzo
Bologna, 11 novembre 2025 – Un colpo di pistola, un miracolo, una rinascita. Con Ho sfiorato il cielo, Paolo De Chiesa – volto amatissimo della Valanga Azzurra, oggi apprezzato commentatore sportivo – si mette a nudo in un racconto intenso e autentico scritto insieme al giornalista Sergio Barducci.
Il libro attraversa tutta una vita vissuta ad alta quota, tra le vette innevate dello sport e gli abissi interiori di un uomo che ha visto la morte in faccia e ha trovato la forza di rialzarsi.
Dalla passione nata tra le montagne di Cervinia ai trionfi sulle piste di Coppa del Mondo, De Chiesa ripercorre la sua storia con tono sincero, ricco di emozione e umanità. Ma al centro del racconto non ci sono solo le vittorie sportive: c’è soprattutto l’uomo dietro il campione, segnato da un episodio drammatico che ne ha cambiato per sempre la vita.
Durante una cena tra amici, una pistola calibro 38 esplose accidentalmente: il proiettile attraversò il suo collo, sfiorando la giugulare e la spina dorsale. Nessuno poteva sopravvivere a una ferita simile. Eppure, lui è ancora qui. «Un miracolo», scrive De Chiesa, «è del tutto incomprensibile come mai fossi ancora vivo».
Da quell’attimo sospeso tra la vita e la morte nasce la riflessione che attraversa l’intero volume: il senso del destino, della fede, del coraggio e della speranza. “Ho pensato a mio nonno, a Dio, alla mano invisibile che forse ha deviato il corso del mio destino”, confessa l’autore, che nelle pagine successive affronta il dolore, la paura, la depressione, ma anche la forza della famiglia, dell’amicizia e della spiritualità.
La rinascita di De Chiesa non è solo fisica ma esistenziale: è il racconto di un uomo che, dopo aver “sfiorato il cielo”, ha trovato una nuova consapevolezza. “Ho vissuto tre anni di sofferenze inenarrabili. Temevo di morire, ma non volevo vivere in quelle condizioni. Mi sono ribellato, mettendoci tutta la forza che avevo”, scrive.
Nel libro riaffiorano anche i ricordi luminosi: il legame con la Valanga Azzurra, l’amicizia con Piero Gros e Gustav Thoeni, le sfide sulle piste di Garmisch e Val d’Isère, il rigore del padre, l’affetto della madre e dei fratelli. Ogni pagina alterna il ritmo avvincente dello sport e la profondità di una testimonianza umana universale.
Scritto con uno stile intimo, diretto e narrativo, Ho sfiorato il cielo alterna il ritmo del romanzo di formazione al tono confidenziale del diario personale. Le parole scorrono come una conversazione tra amici, dove la memoria diventa racconto e ogni episodio si trasforma in una riflessione sul senso della vita, della paura e della rinascita.
L’obiettivo del libro non è soltanto ricostruire la parabola sportiva e umana di Paolo De Chiesa, ma offrire una testimonianza autentica di resilienza, una lezione di forza interiore per chiunque si sia trovato, nella vita, a cadere e a dover trovare il coraggio di rialzarsi. Con la semplicità e la sincerità di chi ha vissuto tutto sulla propria pelle, De Chiesa ci ricorda che “ogni caduta deve insegnare a rialzarsi” — una filosofia che attraversa l’intero racconto e ne costituisce il cuore più vero.



