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Notiziario olimpico – 6^ giornata , a cura di Alberto Sigona

Quella conclusasi ieri sera è stata una giornata pirotecnica, che in certo qual modo fotografa alla perfezione il felice periodo storico che sta vivendo da circa un lustro lo sport italiano. Una di quelle giornate che ti fanno amare anche le discipline che al di fuori dei Giochi non seguiresti mai, ma che, magicamente, proprio in occasione delle Olimpiadi, attirano improvvisamente l’attenzione di molti appassionati. Una di quelle giornate tagliate su misura per tutti coloro che vivono per provare certe emozioni che probabilmente solo lo sport è in grado di dispensare. Ad inaugurare un giorno che certamente passerà alla storia è stato Giovanni De Gennaro (Brescia, 1992) nella Canoa, autore di una gara perfetta nello Slalom K1, una specialità non molto popolare e poco praticata in Italia, ma che in questo caso ci ha regalato un meraviglioso Oro (fra l’altro precedendo l’idolo di casa Titouan Castryck), su cui pochi avrebbero scommesso. Per l’Italia in questa disciplina si tratta del terzo Oro all time dopo quelli di P. Ferrazzi (vinto a Barcellona 1992) e D. Molmenti (Londra 2012). A distanza di pochi minuti è arrivato il quinto Oro di questa nostra spedizione, ed è stato conquistato nello Judo (cat. -78kg) dalla bresciana classe 1998 Alice Bellandi, che in Finale, contro una outsider israeliana, è stata semplicemente superlativa. Un successo strameritato che ci ripaga di alcune delusioni di troppo rimediate proprio in questa disciplina (basti pensare ad Odette Giuffrida) e che racconta fedelmente il nuovo corso dorato inaugurato recentemente dallo Judo italiano, ormai stabilmente fra le potenze dell’arte orientale. A completare il quadro idilliaco di giornata ci hanno pensato Lorenzo Musetti, Jasmine Paolini, Sara Errani e le squadre di Pallanuoto Uomini e Volley Donne. Ma andiamo per ordine. Il tennista 22enne di Carrara sta vivendo da qualche settimana a questa parte una trasformazione radicale e repentina tale da farci stropicciare gli occhi. Sino a poco tempo fa faticava anche con avversari modesti, oggi è in grado di giocarsela con chiunque. Adesso, facendosi beffe di ogni previsione, è arrivato addirittura in Semifinale del torneo a cinque cerchi, eliminando nel giro di poche ore due rivali quotatissimi, l’americano T. Fritz prima e… udite udite… il tedesco campione olimpico uscente A. Zverev (tramortito con un doppio 7-5) poi, per un’ impresa destinata a rimanere negli annali della racchetta azzurra. Ed il sogno continua… Così come continua l’avventura del Doppio composto da Sara Errani e Jasmine Paolini (quest’ultima è chiamata a riscattare la figuraccia del Singolare), anche loro, andando in linea con le attese di esperti e tifosi, giunte in zona medaglie, accarezzando un’aspirazione che affonda le radici agli albori del secolo scorso e che sino a pochi anni fa era ai limiti dell’utopia. Per quanto concerne gli sport di squadra, dopo aver avuto ragione ai rigori dell’ostico Montenegro, stacca il pass per i Quarti di finale il Settebello di Pallanuoto, che capitalizza al meglio i precedenti successi ottenuti a scapito di USA e Croazia. Passaggio del turno garantito pure per la compagine di Pallavolo femminile, che ha schiantato 3-0 l’Olanda. Le note poco liete giungono dall’Atletica, con gli eroi di Tokyo 2020, i marciatori Antonella Palmisano e Massimo Stano incapaci di ripetersi ad alti livelli: la prima non è riuscita a completare la sua gara, il secondo non è andato oltre il 4° posto… Delusione pure per l’ex Dream Tram di Fioretto donne (A. Volpi, A. Errigo, M. Favaretto, F. Palumbo), “solo” Argento dietro agli USA.

Nella Ginnastica artistica la statunitense Simone Biles si è aggiudicata l’Oro nel Concorso individuale, entrando nella leggenda dei Giochi. Con questo Titolo (il secondo in questa kermesse), infatti, la formidabile ginnasta americana ha toccato quota 6 Ori in carriera, lasciandosi alle spalle, per quanto concerne la sua disciplina, la mitica Nadia Comaneci (5 Titoli tra Montreal ’76 e Mosca ’80), issandosi ad una sola lunghezza dalla superlativa Vera Caslavska (7 Ori in tre edizioni olimpiche negli Anni ’60) ed a 3 dalla impareggiabile Larisa Latynina (9 Ori da Melbourne ’56 a Tokyo ’64). Sempre a proposito di leggende, nel Nuoto la statunitense Katie Ledecky fallisce (per ora) nella staffetta 4×200 sl. (vinta dall’Australia) l’appuntamento col 9° Oro olimpico che le permetterebbe di eguagliare, fra gli altri mostri sacri, un certo nuotatore divino come Mark Spitz. Ma probabilmente l’incontro con la storia è solo rimandato….

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