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Il digiuno spezzato : Cheddira si riprende il destino (e il Lecce)


Sette mesi. Per un attaccante, è il tempo di una glaciazione. Walid Cheddira non esultava da settembre, da quando con la maglia del Sassuolo aveva trafitto l’Inter in un mondo che sembrava lontanissimo. Da allora, solo polvere, panchine e un trasferimento a gennaio nel Salento con il peso di chi deve salvare una piazza intera senza avere il colpo in canna. Fino a stasera, all’Arena Garibaldi, dove il “Leone” è tornato a ruggire nel momento più drammatico e decisivo.

L’urlo dopo il silenzio

Il gol del 2-1 non è stato solo un tocco sotto misura; è stato l’esorcismo di una stagione maledetta. Cheddira ha scelto la partita della vita per segnare il suo primo gol in giallorosso, quello che scava il solco del +4 sulla Cremonese e mette i brividi alla Serie A.

Ai microfoni di DAZN, la gioia è composta ma travolgente:

Fede, famiglia e telecamere

C’è una spiritualità profonda nel riscatto del marocchino. Subito dopo la rete, l’attaccante si è fiondato verso l’obiettivo della telecamera a bordo campo per un sussurro che è un manifesto di vita: «Grazie Allah per questo gol». Un ringraziamento intimo prima dell’abbraccio collettivo.

Poi, a mente fredda, il pensiero corre a chi lo ha sorretto quando la porta sembrava diventata piccolissima: «Il gol è l’ossigeno di ogni punta, ma stasera contava il morale del gruppo. Dedico questo momento a mia moglie e alla mia famiglia: ci sono sempre stati, anche quando il pallone non voleva entrare.»

L’uomo del destino

Il Lecce di Di Francesco ritrova il suo centravanti proprio sul traguardo. Con la salvezza che ora è lì, a portata di mano, la firma di Cheddira assume i contorni della sentenza. Sette mesi di digiuno svaniti in un istante: il “nuovo” numero 9 del Lecce è finalmente arrivato.

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