Sfondo scuro Sfondo chiaro

Il Collegio di Garanzia conferma lo stop, Zappi non è più Presidente AIA

Si chiude nel modo più traumatico l’era di Antonio Zappi alla guida dell’Associazione Italiana Arbitri. Il Collegio di Garanzia dello Sport, ultimo grado della giustizia endofederale, ha rigettato il ricorso presentato dal dirigente contro la squalifica di 13 mesi.

La sentenza è immediatamente esecutiva: Zappi decade dalla presidenza, lasciando l’AIA in una profonda crisi di leadership.

Il cuore della vicenda: le “dimissioni indotte”

La condanna, già espressa in primo grado dal Tribunale Federale Nazionale lo scorso 22 gennaio, ruota attorno alle presunte pressioni esercitate da Zappi su due figure chiave dell’organigramma tecnico: Maurizio Ciampi (ex Can C) e Alessandro Pizzi (ex Can D).

Secondo l’accusa, il Presidente avrebbe forzato la mano per ottenere le loro dimissioni, con l’obiettivo di rimpiazzarli e favorire l’ascesa politica e tecnica di profili come Orsato e Braschi. Un comportamento che i giudici hanno inquadrato come una violazione dell’Articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, ovvero il venir meno ai doveri di lealtà, correttezza e probità.

La reazione di Zappi: “Un ergastolo dirigenziale”

Dopo un’udienza durata circa novanta minuti, l’ormai ex numero uno degli arbitri ha espresso tutta la sua amarezza all’uscita dal Coni:

Zappi ha provato a difendere il suo operato parlando di un “progetto tecnico concordato” e non di un’imposizione autoritaria, sostenendo di aver agito per il bene dell’associazione attraverso manifestazioni d’interesse formali per un cambio di ruoli.

Scenari futuri: tra giustizia ordinaria e nuove elezioni

Nonostante la definitività della sentenza in ambito sportivo, la battaglia legale potrebbe non finire qui. Zappi ha preannunciato la volontà di analizzare le motivazioni per valutare un ricorso alla giustizia amministrativa (Tar), puntando quantomeno a una riabilitazione d’immagine e a un eventuale risarcimento danni.

Nel frattempo, l’AIA dovrà voltare pagina. La decadenza del Presidente apre ufficialmente l’iter per una nuova fase di commissariamento o per l’indizione di elezioni anticipate, in un momento in cui la classe arbitrale necessitava di tutto tranne che di un vuoto di potere così vistoso.

Articolo precedente

Sorpresa al Romandia: Godon fulmina tutti. Pogacar "umano", ma guadagna su Roglic

Articolo successivo

Gavillucci rompe il silenzio: "Non è una guerra a Rocchi, è il crollo di un sistema senza tutele"