VERONA — Due anni per cambiare destino. Due anni per passare dall’euforia di una promozione attesa ventuno stagioni alla notte che consegna il passaporto per l’Europa.
Il Como continua a stupire e al Bentegodi firma un’altra pagina storica: l’1-0 contro l’Hellas Verona FC vale la qualificazione matematica alle coppe europee della prossima stagione.
A decidere la sfida è Anastasios Douvikas, che al 26’ della ripresa inventa il destro che piega Lorenzo Montipò e fa esplodere il settore ospiti. Un gol pesantissimo, arrivato nel momento in cui la squadra di Cesc Fàbregas aveva ormai preso il controllo della gara dopo un primo tempo complicato.
Il Verona, già retrocesso, parte infatti meglio: più aggressivo, più intenso, più pericoloso. I gialloblù tengono il pallino del gioco e mettono in difficoltà i lariani soprattutto sulle corsie laterali. Il Como fatica a trovare ritmo e spazi, affidandosi alle accelerazioni di Nico Paz e alle giocate isolate di Douvikas.
Poi arriva l’intervallo. E arriva soprattutto la mano di Fabregas.
Il tecnico spagnolo cambia volto alla squadra con una serie di mosse immediate: il Como rientra in campo con un’altra intensità, alza il baricentro, aumenta il pressing e costringe il Verona nella propria metà campo. La partita cambia completamente direzione.
La qualità dei lariani emerge minuto dopo minuto. Il palleggio diventa fluido, le occasioni iniziano a moltiplicarsi e il gol sembra soltanto questione di tempo. Al 71’ il momento che entra nella storia: Douvikas riceve al limite, si sistema il pallone e lascia partire un destro potente e preciso che non dà scampo a Montipò. È il gol dell’Europa.
Il finale è una lunga attesa prima dell’esplosione di gioia. Al triplice fischio il Bentegodi si colora di entusiasmo biancoblù: giocatori sotto il settore ospiti, abbracci, cori e lacrime. Perché il percorso del Como va oltre ogni previsione.
Il 10 maggio 2024 il club festeggiava il ritorno in Serie A dopo oltre due decenni. Il 10 maggio 2026 festeggia invece un traguardo che sembrava impensabile: l’Europa. Una scalata costruita con idee, investimenti intelligenti e soprattutto con l’identità data da Fabregas, diventato il simbolo di un progetto giovane, ambizioso e senza paura.
E adesso il lago sogna davvero in grande.
IL TABELLINO
Verona-Como 0-1
Verona (3-5-2): Montipo; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (36′ st Vermesan), Akpa Akpro (36′ st Isaac), Gagliardini, Bernede (18′ st Lovric), Frese; Suslov, Bowie. A disp.: Perilli, Toniolo, Sarr, Bradaric, Lirola, Slotsager, Harroui, Cham, De Battisti, Ajayi, Al-Musrati. All.: Sammarco.
Como (4-2-3-1): Butez; Vojvoda (1′ Smolcic), Kempf, Diego Carlos, Valle (36′ Moreno); Perrone (1′ st Caqueret), Da Cunha; Jesus Rodriguez (1′ st Baturina), Nico Paz, Diao (35′ Van der Brempt); Douvikas. A disp.: Tornqvist, Vigorito, Cavlina, Goldaniga, Morata, Sergi Roberto, Lahdo, Kuhn, . All.: Fabregas.
Arbitro: Di Bello
Reti: 26′ st Douvikas
Ammoniti: Frese (V)
Note: al 39′ ammonito il tecnico del Verona Sammarco per proteste, 39′ st giallo per Fabregas


