Sfondo scuro Sfondo chiaro

Di Francesco e il manifesto del “Lecce d’acciaio”: «Tecnica? Forse. Cuore? Infinito”

Non chiamatelo miracolo, chiamatelo DNA. Eusebio Di Francesco si presenta ai microfoni di DAZN con il volto di chi ha appena visto i suoi ragazzi attraversare il fuoco senza bruciarsi. Il 2-1 di Pisa è un concentrato di tutto ciò che il tecnico abruzzese predica da inizio stagione: una squadra che magari inciampa nel palleggio, ma che non abbassa mai lo sguardo.

La forza di non spegnersi

Il momento della verità è arrivato al 57′, quando il pareggio di Leris sembrava il preludio al solito psicodramma giallorosso. E invece, la risposta è stata un ruggito.

L’infermeria e il “caso” Cheddira

La stagione dei salentini è stata un bollettino di guerra. Nomi pesanti come Sottil, Berisha e il gioiellino Camarda sono finiti ai box proprio sul più bello, costringendo il mister a fare di necessità virtù. Eppure, il gruppo ha retto l’urto.

C’è poi spazio per il giallo del cambio: Cheddira era davvero destinato alla panchina prima del gol vittoria? Di Francesco sorride e scuote il capo, rivendicando l’intuizione:

Il brivido finale: «Meno cross, più bandierine»

Non mancano però i rimproveri “da padre di famiglia” per una gestione degli ultimi minuti ancora troppo elettrica. Il Pisa ha lanciato di tutto nell’area salentina, facendo tremare i polsi ai tifosi. «Dobbiamo imparare a sporcare la partita», conclude il tecnico. «A volte quel pallone va portato sulla bandierina, va nascosto. Abbiamo rischiato troppo sui loro traversoni.»

Resta però l’immagine di un Lecce che ha saputo soffrire, portando a casa tre punti che sanno di sentenza. La salvezza non è ancora scritta, ma dopo stasera, il finale sembra molto meno.

Articolo precedente

Il Lecce prenota il futuro, il Pisa si risveglia dal sogno: l'Arena Garibaldi è un pianto nerazzurro

Articolo successivo

Il digiuno spezzato : Cheddira si riprende il destino (e il Lecce)