Dalla lontana Arabia Saudita mentre la Procura di Milano scava nei segreti del “Sistema Rocchi”, dalla penisola arabica arriva la reazione fragorosa di Simone Inzaghi. L’attuale tecnico dell’Al Hilal non ci sta a passare per il beneficiario di un sistema di designazioni “amiche” e, in un’intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport, ribalta completamente il tavolo delle accuse.
Lo shock dell’ex tecnico: “Stagione disgraziata”
“L’inchiesta mi ha scioccato”, esordisce Inzaghi, che dipinge un quadro della stagione 2024/25 diametralmente opposto a quello ipotizzato dai magistrati. Se il PM Ascione parla di arbitri “graditi” e carriere pilotate per favorire i nerazzurri, l’allenatore piacentino ricorda una realtà fatta di punti persi e decisioni avverse
Inzaghi rivendica come l’Inter sia stata penalizzata in episodi chiave, non solo in campionato ma anche in Supercoppa.“Abbiamo perso lo scudetto per un solo punto”. Per il tecnico, quel distacco minimo è la prova che, senza sviste arbitrali, l’esito sarebbe stato diverso.
Pur ribadendo che il titolo azzurro sia stato vinto onestamente sul campo, Inzaghi insiste sul fatto che al suo gruppo sia stato “tolto qualcosa”.
Il paradosso del “Sistema Rocchi”
L’inchiesta suggerisce che figure come l’arbitro Colombo fossero state scelte perché gradite al club milanese. Inzaghi, tuttavia, liquida l’idea di una “macchinazione” definendo l’annata come “disgraziata”. Pur non mettendo in dubbio la buona fede dei direttori di gara, sottolinea come “tutto abbia girato contro” la sua squadra.


