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Terremoto Arbitri: Gervasoni parla, Rocchi sceglie il silenzio

MILANO – Il mondo del calcio italiano trattiene il fiato davanti alle porte della caserma “Silvio Novembre”. Andrea Gervasoni, supervisore VAR, ha varcato la soglia per affrontare l’interrogatorio del PM Ascione, segnando un netto distacco dalla linea del silenzio scelta dal collega Gianluca Rocchi.

Accompagnato dall’avvocato Michele Ducci, Gervasoni ha ostentato serenità: “Rispetto la magistratura, risponderò”. Un segnale di apertura che punta a chiarire la sua posizione in merito a uno degli episodi più controversi dell’ultima stagione.

Strategie opposte ai vertici

Mentre Gervasoni ha scelto la via del confronto diretto, l’ex designatore Gianluca Rocchi ha optato per una strategia diametralmente opposta: non si è presentato, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Questa divergenza tra i due massimi esponenti arbitrali degli ultimi anni aggiunge ulteriore pressione su un’Associazione Italiana Arbitri (AIA) già scossa dalle fondamenta. Il dubbio che aleggia è pesante: le decisioni tecnologiche sono sempre state autonome o esisteva una “regìa” occulta pronta a correggere la rotta?

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