Sfondo scuro Sfondo chiaro

Il ritorno della Bestia.Questione di manico di Luca Mencacci

Ammettiamolo nei film, nei titoli come nella trama, il ritorno ha un suo fascino particolare. L’eroe atteso, cui il destino ha tolto quello che il talento gli aveva riservato, attira e seduce. In tutti gli spettatori alberga un senso di giustizia neppure troppo inconscio. E se la sfiga colpisce duro finisce che siamo tutti dalla parte dell’eroe sfortunato, perché amiamo il suo talento e vogliamo che ottenga ciò che merita. Ed allora tutti in piedi per il ritorno della Bestia. Il quale a Sepang si è portato a casa il fine settimana più remunerativo dell’intera stagione e ci voleva poco. Ma soprattutto ha dimostrato una intelligenza e una maturità impressionanti. Sabato non domenica.

Domenica ha solo aperto il gas come sa fare. Dopo aver incominciato a capire come si guida la Desmosedici, nelle prove seguendo un machiavellico Pecco, domenica mattina ha detto a tutti ciao, grazie e ci rivediamo la settimana prossima a Losail, Qatar. Dove peraltro lo scorso anno ha colto il suo primo successo in MotoGP.

Sabato invece lo ha chiuso quando era il momento di chiudere. Che non è proprio la cosa più naturale da fare per un pilota.

Joey Dunlop una volta disse che al Tourist Trophy non conta sapere quando aprire il gas, ma quando chiuderlo. Praticamente non una semplice norma di prudenza, ma un insegnamento di vita. E Joey Dunlop è uno che bisogna rispettare non solo perché ha dato la vita inseguendo la nostra stessa passione ma perché non ha caso il suo soprannome è King of the Mountain, potendo vantare il record assoluto di 26 vittorie sul circuito più affascinante e pericoloso del mondo.

Davanti ad un Bagnaia in evidente difficoltà la Bestia ha saputo chiudere il gas pur rinunciando a un podio sicuro. E così facendo ha mandato un chiaro segnale alla dirigenza del suo team.

Per il suo manager, Carlo Pernat, non ce ne sarebbe stato bisogno. Sono giorni che il buon Carletto vaga per il paddock alla ricerca di ogni giornalista possibile per ricordargli che il rinnovo di Enea con il team ufficiale è stato già blindato. Ma proprio il fatto che lo faccia significa che tutto è possibile in questa folle MotoGp dove a fine novembre ancora si parla di contratti. Le dichiarazioni dei vertici del team factory del resto non sono proprio rassicuranti. Paolo Ciabatti non fa mistero del fatto che le prestazioni di Martin hanno raggiunto un livello tale che non possono essere ignorate. Ben più esplicito è stato Tardozzi che pur ribadendo la sua stima in Bastianini, ha sibillinamente confermato che sono tutti piloti Ducati. Ovvero che sarà comunque quest’ultima a decidere i colori dei diretti interessati.

Del talento di Bastianini non si discute, ma qualcosa non torna. Quando nel paddock le parole girano più delle ruote, alla fine succede sempre qualcosa. L’unica speranza di vedere il Bestia ancora in rosso allora sembra legata al bis mondiale di Pecco, il quale da parte sua ha già fatto vedere di non essere del tutto disinteressato all’argomento. Dapprima ricominciando a fare il Bagnaia che tutti noi conosciamo, poi prendendosi un po’ di tempo per spiegare ad Enea quelle due tre cose della V4 2024 che il riminese non aveva ancora colto. Evidentemente vuole vincere il mondiale e non vuole avere Martin come compagno di squadra.

Il prossimo anno ci sarà lo spauracchio Marquez, quello vero, e Pecco non vuole avere pensieri e scocciature in casa, per essere libero di impegnarsi sulla sfida che vale una carriera. Perché deve essere chiaro che Marquez, quello vero, sulla Ducati 2023 rappresenta la cartina di tornasole del talento sin qui espresso da tutti gli alfieri di Borgo Panigale. Indipendentemente dai risultati raggiunti. Vincere due mondiali ed essere bastonati da uno in incerte condizioni fisiche e la moto dell’anno precedente significa venire pesantemente ridimensionati.

Intanto, Marquez, quello simpatico, a Sepang ha dimostrato che comunque la forza scorre potente anche in lui, cogliendo il suo miglior weekend dell’anno. Con un simile duo, il prossimo anno, il team Gresini potrebbe essere la vera sorpresa del campionato.

Tra due giorni si corre in notturna a Losail. Lo scorso anno entrambi i nostri due candidati al titolo si stesero. Colpa di Bagnaia che perse il controllo in staccata mentre stava sorpassando Martin all’undicesimo giro. Sembra che nessuno dei due ami particolarmente la pista qatarina (forse qatariota, ma orribile). Questa volta sarà tutta un’altra storia, tenendo d’occhio la Bestia che invece proprio lì nel deserto annunciò al paddock di che pasta era realmente fatto e un Binder su una KTM, che evidentemente si trova sempre a proprio agio nel deserto.

Articolo precedente

Florenzi , indagato per esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse

Articolo successivo

Juve-Inter: la battaglia infinita! A cura di Alberto Sigona