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Chevanton: un cuore giallorosso che non smette di battere

Ernesto Chevanton, bandiera del Lecce si racconta in un’intervista esclusiva su sitiscommesse.com. Tra presente, passato e futuro il suo cuore giallorosso non smette di battere per la sua città d’adozione.

Ernesto Chevanton, attaccante uruguaiano classe 1980, è stato una bandiera dell’US Lecce. Calciatore in giallorosso dal 2001 al 2004 e poi negli anni 2010-11 e 2012-23, Ernesto ha il cuore leccese. Nell’intervista Chevanton fa da subito i complimenti alla squadra per il ritorno in Serie A ed elogia i tifosi, il cui record di abbonamenti rappresenta, in pieno, l’attaccamento ai colori e al team. Chevanton, qui il video dell’intervista completa, pone l’accento anche sulle differenze tra i due campionati, constatando una maggiore difficoltà nel campionato di Serie B che in quello di A.

L’ex attaccante, infatti, sostiene che il campionato di B sia più livellato e, quindi, più difficoltoso mentre quello di Serie A, togliendo le squadre grandi, ti dà la possibilità di giocartela con le altre. In più, aggiunge che con le squadre di metà classifica ci sta sempre la possibilità di pareggiare. A ogni modo, dice, il Lecce è una squadra che può far bene e che ha sempre puntato a salire in Serie A, quindi merita la massima serie dove è sempre stata, infatti, rispettata come società.

La rivalità con il Bari, il calcio moderno, il nuovo ruolo di allenatore e il calcioscommesse

Chevanton ci tiene, in un passaggio, a parlare della rivalità tra Lecce e Bari, ricordando, in particolare, un derby del 2010 vinto dal Lecce che permise alla squadra salentina di restare in Serie A. Ma, subito mette in chiaro che se il Bari è in B e il Lecce è in A significa che non c’è nessun tipo di paragone possibile e che i giallorossi sono superiori. Quello che interessa, infatti, è il grande lavoro fatto dalla squadra e dalla società che, in poco tempo, sono saliti dalla C alla B e, dopo aver perso le finali, subito in A.

Sul calcio moderno, poi, Chevanton sostiene di non trovare somiglianze nel gioco del passato. Chevanton, infatti, dice che mentre nel suo modo di giocare c’era un attaccante a fare reparto, ora è tutto diverso. Comunque, alla domanda su quale attaccante possa essere il suo simile, Ernesto dice Luis Suarez che ha la stessa fame di gol e gli stessi movimenti in area di rigore. E non solo: Chevanton ci tiene a sottolineare la totale mancanza di bandiere nel calcio, elogiando Mertens che ha fatto una scelta di cuore andando a giocare all’estero e non alla Juventus per non fare un torto ai tifosi. Cosa che anch’egli, ai suoi tempi, ha fatto tornando a Lecce per molti meno soldi.

Il nuovo ruolo di allenatore e l’amore per la società

Chevanton è rimasto a Lecce, ingolosito da una proposta di allenare le giovanili. Un anno intero passato con gli Under 15 che gli è servito per crescere e per aiutare questi ragazzi, rimasti fermi due anni a causa della pandemia. L’amore per la società è anche questo e viene rappresentato con il rapporto paterno che ha con il direttore Corvino e con la disponibilità di restare a Lecce continuando a imparare un mestiere nuovo ma molto affascinante.

L’ex attaccante, infatti, ha sperato, fin da subito, di fare il salto di categoria essendo molto competitivo ma ha anche capito che i tempi non erano maturi e che lui, in questo nuovo ruolo, ha bisogno di tempo per riuscire a esprimersi al meglio.

Calcioscommesse 2011: per Chevanton un periodo orribile per lo sport

Ernesto ricorda poi, con grande dispiacere, l’esplosione dello scandalo Calcioscommesse nel 2011, anno in cui lui era protagonista a Lecce. Il calciatore dice che lo sport dovrebbe rappresentare tutti valori sani e vedere colleghi coinvolti gli è molto dispiaciuto. Per questa ragione pensa che sia un argomento delicato di cui parlare e si augura che lo sport possa essere sempre il più pulito possibile.

Sostiene, anche, che ognuno è libero di giocare e di scommettere come cittadino esterno, nulla in contrario ma i calciatori, essendo il prodotto, non dovrebbero scommettere mai. Sono proprio i calciatori, sottolinea, a rendere il calcio pulito o sporco.

Previsioni per il campionato di Serie A 2022-2023

Nell’ultima parte dell’intervista Chevanton ci tiene a fare un pronostico sulla serie A in corso augurandosi che Napoli, Roma e Lazio possano contendersi la testa del campionato. Pensa, però, che saranno le solite squadre (Juve, Inter e Milan) a provare a vincere lo scudetto. Ma, soprattutto, dedica un ultimo pensiero alla sua squadra del cuore, il Lecce, sperando che possa salvarsi con qualche giornata d’anticipo per regalare ai tifosi una salvezza tranquilla.

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