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Sarri si gode la qualificazione: «L’Atalanta ha superato un avversario fortissimo»

Il tecnico nerazzurro applaude la squadra dopo il successo sull’Hapoel Tel Aviv: «Questo passaggio del turno è stato sottovalutato. Il carattere ha fatto la differenza». E poi elogia Carnesecchi e Scamacca.

La qualificazione alla League Phase di Conference League vale più di quanto possa sembrare. Maurizio Sarri ne è convinto e, nel post-partita, mette subito in chiaro un concetto: l’Atalanta ha dovuto superare un ostacolo tutt’altro che semplice.

«Questo passaggio del turno è stato sottovalutato», ha spiegato l’allenatore nerazzurro dopo la vittoria al DVTK Stadion di Miskolc. «Contro l’Hapoel Tel Aviv chiunque avrebbe potuto rischiare di uscire».

Un messaggio preciso, quello di Sarri, che vuole dare il giusto peso a un risultato ottenuto contro una squadra capace di mettere in difficoltà i bergamaschi soprattutto nella fase iniziale.

«La sofferenza è durata poco»

Secondo il tecnico, il momento più complicato della gara è durato meno di quanto possa essere sembrato osservando la partita.

«La sofferenza è stata di un quarto d’ora», ha spiegato Sarri, sottolineando invece i progressi compiuti dalla squadra nella costruzione del gioco. L’Atalanta, a suo giudizio, sta iniziando a sviluppare idee più precise, anche se deve ancora aumentare la velocità della manovra e migliorare negli ultimi venti metri.

A rendere ancora più significativo il successo c’è poi il valore dell’avversario. «Abbiamo battuto la squadra più forte uscita dal sorteggio», ha sottolineato Sarri, ricordando anche il rendimento dell’Hapoel in questo avvio di stagione.

Gli israeliani avevano perso soltanto una partita e hanno dimostrato di avere organizzazione, fisicità e qualità. Per questo, secondo l’allenatore, le difficoltà incontrate dall’Atalanta erano ampiamente prevedibili.

Il nuovo sistema ha ancora bisogno di tempo

Tra gli aspetti da migliorare c’è anche l’adattamento al 4-3-3. L’Atalanta sta lavorando su nuovi meccanismi e alcuni automatismi devono ancora essere assimilati.

Sarri non ha nascosto il proprio disappunto per alcune ingenuità iniziali: quattro palloni persi tra le linee nei primi quindici minuti sono troppi per una squadra che vuole costruire la propria identità attraverso il possesso e la pressione.

Anche il pressing alto deve crescere. Manca ancora quella intensità necessaria per renderlo realmente efficace.

Ma c’è un aspetto che per Sarri, almeno in questo momento, conta più di ogni imperfezione tattica: il carattere.

La squadra non si è disunita e ha saputo reagire alle difficoltà. «L’aspetto caratteriale, ora come ora, ha la meglio su tutto il resto», è il concetto espresso dal tecnico.

Carnesecchi e Scamacca, due uomini decisivi

Nel finale sono arrivati anche due segnali importanti dai singoli.

Carnesecchi ha trascorso gran parte della partita senza essere particolarmente impegnato, ma nel momento decisivo ha tirato fuori una parata di grande livello. «Verso l’85’ ha fatto un mezzo miracolo», ha raccontato Sarri, ribadendo quanto il portiere sia importante per l’Atalanta.

E poi Scamacca. Il suo ingresso ha dato maggiore peso all’attacco e il tecnico ha sottolineato come la sua crescita fosse già evidente nella precedente sfida contro il Sassuolo.

Sarri ha anche scherzato sulla possibilità di essere considerato un allenatore particolarmente bravo nelle sostituzioni quando dispone di alternative di qualità. Ma il punto è un altro: l’Atalanta sta recuperando giocatori importanti e questo può diventare determinante nel corso della stagione.

La qualificazione è dunque arrivata, ma Sarri non si accontenta. Il 4-3-3 va ancora registrato, la squadra deve migliorare nella gestione del pallone e aumentare la qualità negli ultimi metri.

Intanto, però, il primo obiettivo europeo è stato centrato. E per un’Atalanta ancora in costruzione, riuscirci contro un avversario così organizzato può rappresentare un punto di partenza importante.

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