Mentre le strutture sportive attendono le prossime decisioni del Governo, che in queste ore sta valutando se chiudere le attività sportive svolte dai privati, su Change.org la voce dei cittadini si è espressa in maniera univoca: palestre, scuole di danza e piscine che si attengono ai protocolli di sicurezza anti-Covid non vanno chiusi.
In poco più di 24 ore, ha infatti superato le 70.000 firme un appello lanciato dal Movimento Salva Palestre (attualmente il contatore registra 76.100 firme). Iniziative analoghe si sono moltiplicate sulla piattaforma col lancio di altre 3 petizioni sul tema, che nel loro insieme hanno raccolto più di 5.000 firme.
Le campagne citate denunciano in primis l’ingiustizia di un eventuale provvedimento sospensivo di queste attività, dato che “i protocolli imposti dal Governo a Maggio sono stati rispettati dalle strutture (che hanno previsto ingressi scaglionati, sanificazione degli attrezzi dopo ogni utilizzo, il non utilizzo di docce e spogliatoi laddove possibile)”, come si legge nel testo dell’appello più firmato. E non sarebbe parimenti giusto, qualora vi fossero state delle eccezioni, fare “di tutta l’erba un fascio” e adottare la linea di “lasciare aperto tutto, oppure chiudere tutto indiscriminatamente: per colpa di rare eccezioni non si può condannare a morte un intero settore”, spiega Angelo Diario nella sua petizione. Che suggerisce, piuttosto, di “incrementare le sanzioni a carico di chi non rispetta le regole e i protocolli, fin da oggi (e “non tra una settimana”), fino a stabilirne la chiusura se necessario”.
All’aspetto economico, citato in tutte le campagne, dato che da una prossima chiusura solo “poche [di queste attività] riuscirebbero a sopravvivere”, come spiega il Movimento Salva Palestre, e che “dietro ogni atleta e singolo evento c’è un mondo di professionisti che si muove permettendo che tutto funzioni”, come recita un altro appello lanciato da Valentina Porzia, si accompagna però un aspetto altrettanto importante e che riguarda la salute dei cittadini: “l’attività motoria di base è salute, è prevenzione, è vita”, si legge nella prima campagna. Le fa eco l’appello di Stefano Crocetta: “lo sport contribuisce a mantenere alte le difese immunitarie e contribuisce fortemente non solo a preservare l’integrità fisica e la salute ma anche a creare le condizioni necessarie al mantenimento di uno stato psicologico equilibrato indispensabile in questo momento storico”.
Un movimento, quello per il proseguimento delle attività sportive ai tempi del Covid-19 sulla piattaforma di petizioni online, che ieri ha già conseguito una prima vittoria: grazie a una mobilitazione online da 34.582 sostenitori, la Regione Lombardia ha fatto un passo indietro rispetto a quanto precedentemente disposto per consentire lo svolgimento regolare degli allenamenti per gli sport di contatto dilettantistico (ordinanza, n. 623 che supera la n. 620 del 16/10/2020).
LINK ALLE PETIZIONI:
- change.org/NonFermateLePalestre
- www.change.org/p/giuseppe-conte-lo-sport-in-sicurezza-%C3%A8-presidio-di-sanit%C3%A0-pubblica-e-non-si-deve-fermare
- www.change.org/p/giuseppe-conte-chiediamo-di-non-adottare-ulteriori-misure-di-limitazioni-e-chiusura-per-i-centri-sportivi
- www.change.org/p/giuseppe-conte-non%C3%A8ungioco-non-fermate-il-mondo-dello-sport

