Non soltanto spettacolo e tensione agonistica. La semifinale di ritorno di Champions League tra Bayern Monaco e Paris Saint-Germain lascia dietro di sé anche una lunga scia di polemiche arbitrali. All’Allianz Arena i bavaresi protestano duramente per due episodi avvenuti nel primo tempo e giudicati decisivi nell’economia del match.
Il primo caso arriva al 29’. Nuno Mendes, già ammonito, intercetta il pallone con un tocco di braccio interrompendo l’azione offensiva del Bayern. I giocatori tedeschi chiedono immediatamente il secondo cartellino giallo per il difensore portoghese del PSG, ma il direttore di gara Joao Pinheiro ferma il gioco ravvisando un precedente fallo di mano di Laimer e assegna la punizione ai francesi. Una decisione che scatena le proteste dei padroni di casa e infiamma il pubblico dell’Allianz Arena.
La tensione aumenta ulteriormente pochi minuti dopo. All’interno dell’area del PSG, Vitinha spazza il pallone che finisce sul braccio sinistro di Joao Neves, largo rispetto al corpo. I giocatori del Bayern invocano il calcio di rigore, convinti che il tocco sia punibile, mentre il centrocampista portoghese sembra tentare di proteggersi il volto.
Pinheiro lascia però proseguire senza esitazioni e anche il Var conferma la decisione presa sul campo. In sala di controllo era presente l’italiano Marco Di Bello, che non richiama l’arbitro portoghese alla revisione.
Gli episodi hanno alimentato rabbia e frustrazione tra i bavaresi, già costretti a rincorrere il PSG dopo il gol lampo di Dembélé. A fine partita le polemiche arbitrali diventano inevitabilmente uno dei temi centrali di una semifinale destinata a far discutere ancora a lungo.
