Pubbliuchiamo integralemnte la lettra – Comunicato stampa dei tifosi del Prma Calcio
Gentile C.E.O. Federico Cherubini
Gentile Presidente Krause
Seppur Carlos Cuesta abbia ottenuto con la squadra gialloblu una salvezza anticipata, con un parco giocatori più che buono (ottimo lavoro da parte della società in sede di calciomercato) con all’interno dei giovani talenti e dal futuro promettente, l’allenatore spagnolo ha praticato a Parma il peggior calcio di sempre, un gioco catenacciaro che sembrava essere ormai archiviato dalla storia italiana del calcio. Un gioco inguardabile, remissivo e rinunciatario contro qualsiasi avversario. Evidentemente per l’allenatore Cuesta, nel gioco del calcio esiste soltanto il reparto difensivo, considerando un optional il reparto offensivo. L’ex collaboratore di Arteta, non ha insegnato ai giocatori del Parma nessuna manovra offensiva e con palleggi palla a terra nella metà campo avversaria, nessuna tattica efficace per andare a far goal.
In sintesi, il gioco del Parma consiste nello scendere in campo sempre per pareggiare e con il credo “prima non prenderle… e se poi per fortuna o per caso con un lancio lungo o durante una mischia in area si riesce a far goal, meglio ancora”. Tale atteggiamento può essere comprensibile quando si affrontano in trasferta squadroni di vertice, anche se spesso chiudendosi in difesa e subendo l’iniziativa offensiva della squadra avversaria per tutta la partita statisticamente il goal, a forza di insistere, si subisce. Il problema è che questo atteggiamento lo si attua sempre e con tutti gli avversari, anche quando si gioca al Tardini.
Chi ha osservato in modo obiettivo le partite del Parma in questa stagione, si sarà accorto che quasi tutte vittorie ottenute dalla squadra gialloblu, sono state fortunose e con quasi tutti i goal segnati in contropiede o su calcio d’angolo o in mischia in area durante un cross.
Con Cuesta in panchina, attualmente il Parma ha uno dei peggiori attacchi dei principali campionati europei e non solo: uno dei peggiori attacchi dalla serie A alla serie C.
L’allenatore spagnolo è alla sua primissima esperienza come allenatore di una prima squadra in serie A e quello che fa rabbia è pensare che con un tecnico più esperto e con un gioco meno difensivista, magari avremmo fatto più punti e avvicinandosi ai piazzamenti europei e soprattutto ci saremmo anche divertiti.
Inoltre il gioco di Cuesta, o meglio il “non gioco”, si presta poco alla valorizzazione dei calciatori e dunque a mettere in evidenza le loro qualità tecniche e a migliorarsi. La squadra è composta da calciatori giovani e il catenaccio e l’ammucchiata in difesa non valorizza i singoli, neanche il difensore di ruolo. Una realtà come il Parma Calcio che sta attenta a tenere i conti in ordine, praticando una gestione economica di autofinanziamento, il gioco di Cuesta non permette di fare plusvalenze. Dunque non soltanto una questione di estetica e di vedere bel gioco ma è anche una questione economica.
Vi invitiamo a prendere contatti già da adesso con allenatori che attuino un calcio allo stile di Fabio Pecchia (perché non richiamarlo? quella è stata una stagione sfortunata, condizionata da decisioni arbitrabili discutibili, con un inspiegabile ritiro a Collecchio e soprattutto tartassati da vari infortuni), Fabregas o Palladino. Un allenatore che giochi a calcio, che valorizzi i giovani e che sappia sfruttare tutte le loro potenzialità e doti nascoste. Ad esempio Bernabè, il nostro fantasista, con il gioco di Cuesta è un leone in gabbia. Matteo Pellegrino con un altro allenatore, segnerebbe anche di piede e su azione manovrata.
Nesta Elphege, acquistato nel mercato invernale, l’abbiamo visto soltanto nelle ultime partite poiché l’allenatore spagnolo si ostinava a giocare soltanto con un centravanti e cercando il colpo di testa. Complimenti a chi ha scoperto il centravanti francese, ma gli stessi complimenti non si possono fare a Cuesta che l’ha tenuto in panchina per tutti questi mesi.
Dunque noi tifosi del Parma chiediamo alla società, in particolare al presidente Krause e all’amministratore delegato Cherubini, di non confermare il sig. Carlos Cuesta per la prossima stagione e di ingaggiare un allenatore che predilige un gioco offensivo. Lo chiediamo per il bene del Parma, per il bene dello spettacolo, per il bene dei conti economici della società e per il bene del gioco del calcio. Un’altra stagione di noia e di non gioco sarebbe inaccettabile e poco corretto per gli abbonati o per chi paga il biglietto.
Il Parma Calcio, con la sua leggendaria e unica maglia gialloblu a strisce orizzontali, è un brand appetibile e potenzialmente forte e va valorizzato a livello mondiale, anche con il gioco e non soltanto con i risultati.


