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I ragazzi del Tennis vincitori della Coppa Davis ricevuti Al Qurinale dal presidente Mattarella

Jannik Sinner, Lorenzo Sonego , Lorenzo Musetti,il capitano Filippo Voloandri , e tutto lo Staff della Nazionbale azzurra di tennis , vincitori della Coppa Davis , presente anche Matteo Berrettini, sono stato ricevuti al Qurinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. anche alla vigilia del successo agli Australian Open e fissato dalla racchetta regalata dal fuoriclasse altoatesino

Insieme ai ragazzi del tennis italiano , il Minstro dello Sport Andrea Abodi , il presidente del CONI Giovanni Malagò, il presidente della Federazione Tennis Angelo Biraghi, Nicola Pietrangeli ,(capitano della squadra azzurra composta da Panatta , Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli) i quakli conquistarono la Coppa Davis contro il Cile nel 1976).

“Non sono semplicemente di rito, ma una sincera congratulazione nei confronti della Nazionale di tennis che lo scorso dicembre ha conquistato la Coppa Davis.- così ha esordito il Presidente Mattarella. Un’attesa che il Capo dello Stato ha vissuto con grande apprensione da vero appassionato di tennis ;: ” ho seguito , quando ho potuto gli incontri .

” Ho visto tanta umiltà messa in campo da Sinner, ma da tutta la squadra composta da Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti e Simone Bolelli . Il Capo dello Stato ha vissuto con grande concitazione ricordando il successo del 1976 e la vittoria sfiorata da Nicola Pietrangeli nel 1960. “Non credo sarà necessario attendere così tanto tempo per ottenere un nuovo trionfo. Non a caso alla prima scadenza rappresentata dagli Australian Open è arrivata una nuova vittoria con Jannik – ha spiegato Mattarella -. Quel giorno ero impegnato, ma ho visto il quarto set e, vista la grande tranquillità espressa, ho compreso che avresti vinto senza alcun dubbio. Devo far i complimenti anche a Simone Bolelli e Andrea Vavassori che hanno raggiunto i vertici nel doppio, tuttavia ora bisogna proseguire senza pressioni come hanno insegnato i genitori di Jannik”.

Jannik Sinner

“Conquistare la Coppa Davis dopo 47 anni ha raffigurato la nostra grande voglia di vincere. Siamo tutti ragazzi normali, con le nostre caratteristiche che il capitano Filippo Volandri ha saputo amalgamare. Grazie a lui abbiamo giocato un ottimo tennis, ma soprattutto ci siamo sentiti liberi in campo – ha sottolineato Sinner -. Dopo Bologna abbiamo sofferto e devo dire grazie a Matteo Berrettini per aver sostenuto la squadra. Poi da Malaga ho provato a dar il mio contributo. Ora ci sono le Olimpiadi e penso che ognuno di noi proverà a far del proprio meglio”.”ortare qui il successo dopo 47 anni ha rappresentato un grande sacrificio per la squadra, ma soprattutto ha raffigurato la nostra grande voglia di vincere. Siamo tutti ragazzi normali, con le nostre caratteristiche che il capitano Filippo Volandri ha saputo amalgamare. Grazie a lui abbiamo giocato un ottimo tennis, ma soprattutto ci siamo sentiti liberi in campo – ha sottolineato Sinner -. Dopo Bologna abbiamo sofferto e devo dire grazie a Matteo Berrettini per aver sostenuto la squadra. Poi da Malaga ho provato a dar il mio contributo. Ora ci sono le Olimpiadi e penso che ognuno di noi proverà a far del proprio meglio”.

Giovanni Malagò

Lo sguardo si sposta ora sulle Olimpiadi in programma la prossima estate a Parigi dove l’Italia ha centrato soltanto una medaglia di bronzo cent’anni fa con Uberto de Morpurgo. Un traguardo che il presidente del Coni Giovanni Malagò vorrebbe centrare al fine di allungare quella “piacevole consuetudine” che ha portato più volte lo sport azzurro al Quirinale negli ultimi anni. “Non si può dimenticare quando l’Italia era in Serie C di Coppa Davis e questo trionfo è il simbolo della ripartenza – ha concluso Malagò -. Il tennis c’è dalla prima edizione delle Olimpiadi ed è tornato nel 1988. Cent’anni fa abbiamo ottenuto l’unica medaglia a Parigi e sono convinto che ci siano tutti i presupposti per ripetermi”. 

Angelo Biraghi

“Non è stato affatto scontato trovare un gruppo, tanto maschile quanto femminile, così votato al sacrificio e all’impegno costante e serio.  Alla base di tutto” – continua – “ci sono proprio i valori umani che i nostri campioni condividono e che li rendono degli esempi per tutti. Abbiamo sempre puntato sulla crescita del movimento di base e quanto abbiamo raccolto ci spinge a tornare con entusiasmo sul territorio per riprendere a lavorare”. Questo atteggiamento per Binaghi sarà certamente foriero di nuovi grandi risultati: “dobbiamo continuare sul percorso tracciato, noi dietro le quinte e Sinner sul campo. Lavorare e continuamente ricavare dei feedback su quanto fatto, per proseguire se tutto va bene e riconsiderare quanto svolto se non tutto sarà andato secondo le nostre aspettative”.

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