Una notte di celebrazioni che rischiava di trasformarsi in un incubo. Al triplice fischio, tutta la Croazia si è stretta attorno al suo capitano e simbolo eterno, Luka Modric, festeggiato dai compagni per l’incredibile traguardo delle 200 presenze in nazionale. A rendere dolce la festa è il gol dell’1-0 firmato da Ante Budimir, ma i tre punti non cancellano i grossi dubbi sulla tenuta della selezione di Dalic.
Primo tempo da incubo: Panama domina ma spreca
Chi si aspettava una passeggiata per i croati è rimasto deluso. Nella prima frazione di gioco, Panama scende in campo con un coraggio da leoni: pressing asfissiante, ritmo altissimo e una freschezza atletica che mette in ginocchio i senatori croati. Modric è ingabbiato, Perisic fatica a coprire e Gvardiol viene costantemente preso d’infilata.
I centramericani sfiorano il vantaggio in più occasioni: solo un miracoloso Livakovic e la traversa negano la gioia del gol a Rodriguez. Dall’altra parte, il ct Dalic assiste immobile a una squadra spenta, aggrappata solo a qualche spunto di Baturina.
Il ribaltone tattico e la zampata di Budimir
Negli spogliatoi Dalic capisce che serve una scossa drastica. Fuori l’opaco Musa e un frastornato Gvardiol, dentro Kramaric e Budimir per un passaggio immediato al 4-4-2.
La rivoluzione dà subito i suoi frutti: al primo vero affondo della ripresa, Stanisic pennella un cross perfetto dalla corsia destra e Budimir si fa trovare pronto all’appuntamento con il gol. È la rete che sblocca il match e scaccia i fantasmi. Panama tenta il tutto per tutto nel finale, ma la mancanza di cinismo e i guantoni di un super Livakovic blindano il risultato fino al 90′.
Tanto cuore, ma il futuro è un rebus
Panama saluta il Mondiale a testa altissima e con zero punti in classifica, ma con la consapevolezza di aver giocato due ottime partite e il rimpianto di non aver capitalizzato la mole di gioco espressa.
La Croazia conquista la sua prima vittoria nel torneo e si proietta verso la sfida decisiva contro il Ghana. Per andare avanti nel Mondiale, però, servirà una versione decisamente migliore di questa, ancora troppo in bilico tra le glorie del passato e le incertezze del presente.


