Cinque sconfitte consecutive in altrettante giornate pesano come un macigno sul futuro di Giovanni Stroppa sulla panchina del Venezia. In queste ore la dirigenza e la proprietà sono riunite per valutare la posizione dell’allenatore: in caso di divorzio, l’opzione Igor Tudor appare ormai sfumata a causa del rifiuto dell’ex tecnico, mentre sale con forza la candidatura di Roberto D’Aversa per guidare la squadra.
Nel post-gara della sfida persa contro la Lazio, Stroppa ha difeso con fermezza il proprio operato: “Se fossi la presidenza non manderei via l’allenatore. La classifica non rispecchia il lavoro fatto in campo“, ha affermato, sottolineando l’ottimo approccio e la buona interpretazione della gara mostrata dai suoi soprattutto nella prima frazione di gioco, prima che gli episodi indirizzassero il match.
Pur riconoscendo che “i numeri sono disastrosi”, il mister ha ribadito di non percepire segnali negativi interni, pur consapevole che il verdetto finale spetterà alla società, divisa tra la freddezza dei risultati e la fiducia nel progetto tecnico.


